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giovedì 28 aprile 2011

Il camper. Ovvero, come rovinarsi coraggiosamente le vacanze.

C'era una volta una famiglia. E, toccandoci freneticamente le palle, per fortuna c'è ancora.

Questa famiglia pianificò un viaggio in un posto a caso nella Penisola, un viaggio che constava di diverse tappe, e che perciò veniva a costare uno sproposito. Ed era anche una cosa scomoda mettersi lì a cercare alberghetti e b&b, così alla capofamiglia di sesso femminile venne in mente una brillante, fulgida idea: ma perché non si chiede al tu' babbo se ci presta il camper , eh Gig?
Il Gig, dopo una iniziale pausa riflessiva durata giusto il tempo di una seduta in bagno, decise che sì, si poteva fare.

E da qui nasce questa piccola guida al camperismo familiare, che mi pregio di diffondere attraverso le paginucce di questo blog.

Innanzitutto, il camper compratelo. Oppure noleggiatelo.
NON fatevelo prestare dal parente di turno, specie se pensionato e con la mania dell'ottimizzazione.
Mio suocero, ovvero Nonno ASL, ce lo aveva ottimizzato davvero splendidamente. Innanzitutto, ci ha gufato per benino al momento della partenza.
"Andate tranquilli, funziona tutto BENISSIMO. In dodici anni che ce l'ho, non ha mai perso un colpo."

Difatti, a Roncobilaccio il motore ha cominciato a fare un rumorino strano.
"O Gigghe, o che c'è un'ambulanza dietro a noi?"
Il Gig osserva con attenzione gli specchietti
"No, non mi pare proprio"
"Ma sì, senti che c'è un fischio... sembra l'effetto doppler dell'ambulanza, una specie di NENINENINENI. Hai presente?"
"In effetti lo sento anch'io. Ma come mai se accelero aumenta di volume?"
E proprio nel mentre eravamo tutti intenti nella discussione, SBONF! il camper si guasta.
Non è che ci lasci a piedi, eh. Diciamo che smette di andare avanti ai 100 all'ora, e si aggiusta placidamente sui 60, regalandoci sonore strombazzate dagli automobilisti dietro di noi, e magnifici scorci di tratto appenninico.

Allora, mio marito è un bravissimo ragazzo nonchè assai piacente e bello, diciamolo. Anche dotato di un certo savuarfér, che non guasta mai e piace tanto alle donne. E' anche un omino che non perde mai la calma, se non in tre occasioni: 1. al volante diventa una bestia: 2. non sopporta dover dare delle notizie spiacevoli a suo padre; 3. diventa idrofobo in presenza di nani che chiedono di continuo ma quando si arriva? non siamo ancora arrivati? perché non si arriva mai? ma dove andiamo? dove siamo diretti?.
Ah, dimenticavo: 4. non sopporta gli spazi angusti e chiusi.

Direi che la vacanza è cominciata in maniera decisamente incoraggiante.
In pratica, abbiamo percorso circa 300 km a 60 all'ora, con un frastuono micidiale nelle orecchie, perché fondamentalmente siamo due cazzoni incapaci.
Per fortuna il Gig ha avuto il lampo di genio di aprire il cofano del motore, e guardarci dentro.
Eh lo so, forse era la prima cosa da fare, ma noi siamo due dementi ed abbiamo cominciato ad aprire gli sportellini, no, qua c'è il cestino del pane, no, qua c'è la caffettiera, no, qua ci sono i tovagliolini di carta...
Alla fine era un tubo staccato.
E' bastato che il Gig lo rinfilasse a forza con quelle sue manone al posto giusto, ed abbiamo ricominciato a viaggiare come le persone normali.
Peccato che eravamo già arrivati, ma vabbè.

Per il camper, dicevo, ci vuole il fisico adatto.
Dopo i primi minuti in cui eravamo fermi ed in procinto di vivere la nostra esperienza da veri camperisti, abbiamo realizzato con terrore la prima, grande verità: il camperista deve essere una persona magra, possibilmente bassa e con un fisico armonioso e flessuoso. E noi invece siamo uno una stanga di quasi due metri, l'altra una ignobile cicciona.
Difatti abbiamo cominciato immediatamente a starci vicendevolmente sul culo.
"Ma stai attenta a dove metti i piedi!"
"Che cazzo vuoi, che sei sempre in mezzo?!"
"E levati un po' dai coglioni!"
"Ma sempre al cesso, sei?"
"Porca puttana che testata che ho preso in questo stracazzo di letto, ma vaffanculo!"
E via dicendo.
Difatti, a distanza di una settimana dal nostro ritorno, il mio primogenito bestemmia ancora come un turco (cosa che prima non faceva), ed il secondogenito unenne stamattina in banca ha detto culo ad una signora.

Un'altra raccomandazione da fare agli aspiranti camperisti è quella di ricordarsi bene dove mette le cose che servono, tipo la roba da mangiare, salvo poi dover far alzare in piedi tutta la famigliola riunita di fronte al desco (che di notte diventa letto singolo ma che è anche credenza), farle smontare tutta una serie di cuscini ad incastro complicatissimi da rimettere insieme, con conseguente giramento vorticoso di palle.
E attenzione: mentre cucinate, dovete preoccuparvi anche di lavare velocissimamente ed anche asciugare le stoviglie e le pentole che non userete più, pena ritrovarvi con il lavello pieno e non saper dove scolare la pasta delle creature, che saranno già affamate ed urlanti. Ben presto realizzerete che i piani di appoggio sono veramente pochi, e che la distrazione può essere fatale alle vostre falangi. Difatti quasi tutti i cassetti si chiudono a molla, con calamita di sicurezza che va a picchiare precisa precisa sulla radice delle unghie, donandovi così un involontario effetto "ricostruzione col gel", o "effetto unghie delle salme di C.S.I." ( e i fanatici della serie sanno esattamente di cosa sto parlando).

Un'altra cosa con cui dovrete fare presto i conti è la Regina delle funzioni corporali. Quella che regola il nostro livello di felicità quotidiano. Ovvero la Cacca.
Se siete dei caconi, buon per voi. Sappiate però che il camper non è come il cesso di casa: esso non ha un tubo che si immette in qualche fognatura e che porta via la cacca e la vergogna lontane da voi. Esso è invece dotato di un serbatoio che si riempirà delle vostre produzioni, e che dovrà essere svuotato manualmente dal maschio di casa.

Eh sì, dal maschio. Perché pare che i vuotatoi nei campeggi siano SEMPRE nel blocco dei bagni degli uomini, quindi tocca a loro. Del resto, le donne devono partorire nel dolore, no? E allora che sarà mai un po' di merda, specie se prodotta dall'intestino dei vostri amati bambini e della vostra dolce mogliettina? Suvvia, indossate i guanti e datevi da fare.
E sapevate che proprio sotto al water chimico c'è un indicatore col livello di merda, che quando diventa rosso vuol dire che non ce ne sta più dentro? Eh?
Nemmeno noi.
Difatti ci siamo ritrovati, di sabato mattina, a dover viaggiare col rischio incombente di pericolosi traboccamenti ad ogni curva.
Inutile dirvi che l'apoteosi della crisi familiare si è raggiunta lì, dove la cacca ha finalmente la sua rivincita, e tenta di sovvertire l'ordine naturale delle cose impadronendosi del vostro habitat naturale, con una specie di golpe scatologico.

Ce ne siamo liberati, finalmente, munendoci di bicchierino di carta ed armandoci di santa pazienza. Mentre i figli, pallidi e silenziosi, ci stavano a guardare.

Un'altra raccomandazione che mi sento di farvi è la seguente: controllate SEMPRE la guarnizione della caffettiera.
Eh già. Perchè mentre noi eravamo amabilmente appollaiati sui nostri seggiolini, in attesa di gustarci un ottimo caffè, essa ha deciso di porre fine alla propria esistenza, esplodendo.
A parte il fatto che ci siamo un po' ustionati, vogliamo parlare del tracollo nervoso del doverlo comunicare a Nonno Asl, che a quel camper ci tiene come alle cose sante? Al Gig è venuta l'alopecia dal nervoso, quando ha visto che il caffè era ormai diventato parte integrante degli arredi del camper, decorando le tendine con fantasiosi ghirigori. E che dire della faccia di Nonno Asl, quando ha verificato la gravità effettiva dell'incidentuccio domestico? Assolutamente senza prezzo.
E comunque, Nonno Asl c'era. Anche se era a casa a mangiarsi le unghie nervosamente, tormentato dal pensiero della cialtroneria della nuora e del figlio sul suo prezioso camper, il suo spirito era con noi.
Anzi, per l'esattezza era dentro al Tom Tom.
Difatti, Nonno Asl ha pensato bene di diventare un'applicazione del Tom Tom, ovvero quella che dice "camper SERVIS nelle vicinanSe.", con un accento piemontese da paura.
Lo so che voi questa voce qua non ce l'avete. Difatti non è di corredo al Tom Tom, non la si può scaricare dal sito, perché ce l'abbiamo solo noi.
Nonno Asl, nelle fredde sere d'inverno, non sapendo che cazzo fare, si è ingegnato ed è riuscito ad inserire la propria voce, recante questo importante avviso al camperista, nel famigerato marchingegno che ti fa sbagliare strada con eccellente regolarità.
(Non per parlarne male, eh, ma questo maledetto coso insisteva affinché attraversassimo il tratto di laguna da Punta Sabbioni a Venezia direttamente col camper, hai voglia tu a spiegarglielo).
Ogni singola volta che facevamo qualche cazzata (tipo quella di lasciare il tappo del wc chimico nel vuotatoio del campeggio, 200 km prima), ci voltavamo istintivamente verso il Tom Tom e ci facevamo il segno della croce, stringendoci l'uno contro l'altra e tremando come foglie. Il processo di ottimizzazione del Tom Tom si è sviluppato in maniera così totalizzante, che il Nano ha cominciato a rivolgersi a lui come se fosse stato davvero il Nonno, "ma come mai il Nonno Roberto non mangia con noi? Ma come fa a stare lì dentro? Come ha fatto ad entrarci? Nonno, mi vedi? Nonno, mi senti?"

Alla fine del viaggio, quando cominciavamo timidamente a prendere confidenza col mezzo e coi suoi spazi, persino la Voce di Nonno Asl ha cominciato a perdere i colpi. Prima è diventata cavernosa come quella di Hal 9000 quando stava per spegnersi definitivamente, alla fine si è trasformata un lungo mugolio indistinto, destinato a disperdersi nell'etere, "cmperrrrrrrrr srrrrrrvis nlleeeee vcnnssssssssssssssrrgghhhh"...
"Mamma, ho paura! Nonno Roberto è morto!" mi ha comunicato il mio sempre ottimista figlioletto.
"Ma no, ma cosa dici, il nonno è a casa con la nonna. Questa è solo la sua voce che dice "camper service nelle vicinanze". E' una voce registrata, non è lui veramente."
Il Nano ha continuato a guardarmi con sospetto, fino almeno a che non ha potuto verificare di persona l'esistenza in vita del suo amato nonno.

Che non vedeva l'ora di riprendersi il suo amato camper ma che non voleva darlo a vedere, e che si è limitato ad un'occhiata finto-distratta al momento della riconsegna (ma che mi ha telefonato due ore dopo per chiedermi dove avevamo messo i cestini della frutta. Cestini della frutta? Glub!).

E noi siamo talmente pazzi e coraggiosi, che stiamo già pianificando la prossima vacanza.
In camper, ovviamente.


Pregate per noi.

martedì 15 febbraio 2011

Ikea, the day (almost) after

Due settimane fa abbiamo affrontato un gran casino e siamo andati all'IKEA.
Pioveva.
La Fiorentina non giocava.

quindi

tutta la provincia di Firenze convergeva verso l'IKEA. Ma di questo, abbiamo già abbondantemente disquisito.

Abbiamo comprato un bellissimo letto sopraelevato per il Nano, con tanto di copertura in stoffa con fantasia di astri e spazio siderale.

Ieri glielo abbiamo montato.

Cioè, IO gliel'ho montato.
E' venuto appositamente mio suocero al mattino, per aiutarmi a montare questo stupendo lettino.

Siccome mio suocero è un uomo tutto d'un pezzo, lui le istruzioni non le guarda. E siccome mio suocero è anche un fottuto superuomista e non tollera che le donne sappiano fare i lavori maschili, mentre io guardavo le istruzioni e riordinavo le viti per affrontare più serenamente il montaggio, con la sua brugolina personale avvitava, avvitava, avvitava dei pezzi a casaccio.

"Guardi che sta facendo un macello" gli comunico (io a mio suocero do del lei)

Mi lancia uno sguardo di disprezzo "Eh ma si capisce benissimo che questo pezzo va qua".



Il risultato finale è stato un letto che non stava in piedi. Aperto su un lato.

I buchi per le viti non combaciavano.

"Questo letto è sbagliato, dovete riportarlo all'IKEA, vi siete fatti gabbare. Lo sapevo che vi fregavano anchevoinondatemairettaseandavatealmobilificiovimontavanotutto. Adesso vado a pranzo e poi nel pomeriggio avrò altri impegni, se avete bisogno chiamate, eh"

Si è cacciato in tasca la sua brugolina personale, ed è scomparso nel nulla.

Io allora mi sono messa lì ed ho smontato tutto, con sottofondo musicale di parolacce.
Ci sono diventata scema.
La cosa peggiore che può capitare ad uno che deve montare un letto IKEA, a parte la perdita della brugola o delle viti, è il dover smontare qualcosa montato male e doverlo rimontare.
C'è veramente da perdere il cervello.
Alla fine, verso sera, ho avuto la meglio sul maledetto trabiccolo, e a furia di menare mazzate, sono riuscita a montarlo.

Quando il Nano è tornato dall'asilo, era tutto un grido di felicità per questo lettino nuovo.
Ha telefonato a tutti per raccontare del suo lettino nuovo, e non vedeva l'ora di andare a letto.
Difatti si è messo il pigiama di corsa, e si è lanciato nel suo lettino tutto felice.
Si è svegliato ancora entusiasta, ha raccontato a tutti i suoi amici del suo bellissimo lettino nuovo, non ha pensato altro per tutto il giorno.
E quando è arrivata la sera, si è coricato tutto contento.
Nel nostro.

giovedì 29 gennaio 2009

L'aiutante di Straccioman

E' da una settimana che Straccioman sparge quasi invano i suoi batteri spaziali su di noi. Tutto avvolto nel potere del pile, è diventato intoccabile per le botte di scossa elettrica che dà e si medita di utilizzarlo come fornelletto ammazza-zanzare la prossima estate, così finalmente si riesce a cenare sul terrazzo in santa pace. Le mitiche ciabatte Sleddog, foderate di un pile che non ce l'hanno nemmeno nei paesi artici, sono state sostituite da un paio nuovo, recante la scritta University De Fonseca. Che se sapevo che esisteva, mi iscrivevo lì invece che a Pisa, davo una bella tesi sulla fenomenologia della ciabatta, e magari a quest'ora avevo anch'io il mio bel posto fisso in una grande azienda al servizio del consumatore.

Il Gig ha scoperto un nuovo hobby. Non bastavano i Carcass e i Napalm Death a far casino in questa casa.
Adesso va di moda la tosse. E mica una tosse normale.
Sembra di essere in un rifugio per cani, nel quale è stato introdotto un gatto che continua a passare e ripassare davanti alle gabbie.

La carbocisteina di cui si irrora copiosamente gli fa un baffo. Son giorni che non riesce a mangiare, un po' perchè sputa tutto e non riesce ad inghiottire, un po' perchè ci sono i cavolini di Bruxelles in offerta alla Coop e diciamo che mi sono fatta un po' prendere la mano, tanto che quando si apre il frigo in casa nostra bisogna far attenzione alla roba che rotola giù e sparisce sotto i mobili, dove resterà anni a mummificare.
Straccioman è un supereroe strano, ma ne ho già parlato in abbondanza in passato. Ma quello che non ho detto, è che come il più celebre Bat Man, anche Straccioman ha un aiutante, come il famoso Robin: è di media altezza, ha i capelli bianchi, gli occhiali ed un bel pancione. Ma chi è? chiederete voi, Babbo Natale? Perchè in effetti dalla descrizione potrebbe pure sembrare.
E invece no. E' un pensionato dell'Enel.
E' Nonno Asl.

Nonno Asl ci fa visita quotidianamente per farci il riassunto della puntata di Elisir sulla tubercolosi e sul broncospasmo che ha videoregistrato e che si riguarda ogni tanto, per ripassare l'argomento Affezioni gravi delle vie respiratorie. E ci informa molto gentilmente che stiamo per morire, che il nostro destino è segnato, che dobbiamo prendere lo sciroppo.
Che il nostro medico curante è un caprone, perchè non ci prescrive mai nulla, e ci lascia rantolare così, come cani, senza neanche il conforto di un miserabile antibiotico.
E ci porta le medicine di sua iniziativa. E ci consiglia una serie di ottimi rimedi: sciroppo di rape confezionato dalle sante manine di nonna Mimetica (oops, scivolato per disgrazia nella spazzatura, acciderba, come è potuto accadere?), sciroppi per la tosse di svariate qualità e dimensioni e colori, che adornano in maniera raffinata ed elegante l'armadietto dei medicinali. E quasi quasi mi dispiace che sia tutto rinchiuso lì dentro.
Però a pensarci bene l'aiutante del Gig non è proprio un vero aiutante, perchè un aiutante serio non teme così tanto il contagio, ma si lancia nelle fiamme per portare soccorso al suo compagno Straccioman.
Invece Nonno Asl ha una fifa blu di ammalarsi. Come percepisce la classica goccia al naso, corre a mostrare le terga ad un infermiere e si fa sforacchiare le chiappe per evitare di prendersi l'influenza, e in questi giorni ci viene a trovare ma non osa varcare la soglia, spingendo le medicine che così amorevolmente ci compra attraverso la soglia di casa col piede o con il manico della scopa per spazzare il terrazzo.

E comunque, Nonno Asl è convinto che col nostro comportamento disgraziato faremo morire il Nano. Non lo curiamo abbastanza, ha sempre il moccio al naso ed un rantolo da far spavento. E attenzione, che la sua nonna ha avuto la tosse da piccola, non si è curata ed è morta novantaseienne con questa tossaccia che l'ha tormentata tutta la vita.
Novantaseienne.
Mah.

mercoledì 26 novembre 2008

L'ennesimo attentato ottimizzatorio.

Il Nano è ammalato, per chi si fosse perso le puntate precedenti.

I Nonni di entrambe le fazioni si alternano in un susseguirsi di Nano-guarda-cosa-ti-abbiamo-portato, senza soluzione di continuità, e svicolano agili come leprotti dalla mia stretta assassina - mica me lo guardereste un attimo, che devo uscire ma torno subito subito, parto soltanto per la Corea del Nord, ma faccio alla sveltissima - così va a finire che siamo sempre soli, lui ed io, io e lui, ed io ho finito le cartucce.
Oggi però è venuto Nonno Asl, il nonno preferito del Nano (se mi sente il mi' babbo mi bastona). Il Nonno Asl è arrivato animato dalle migliori intenzioni, ma dopo un po' l'Ottimizzatore che è in lui ha cominciato a venir fuori prepotentemente, ed approfittando della mia assenza momentanea (ero in bagno a pettinarmi - ufficialmente - ma in realtà facevo la cacca), ha pensato bene di riprogrammarmi la stufa a pellet, indispensabile accessorio riscaldante per una casa vecchia e piena di buchi, i cui termosifoni non sono soggetti alle leggi della termodinamica e di conseguenza non scaldano un cacchio.
Insomma, lo capisco: lui era lì, il palmare della stufa giaceva abbandonato sul tavolo, io non ero presente... suvvìa, è comprensibile. Chi non schiaccerebbe tutti i tasti a caso, in un frangente simile?

E così, nel tardo pomeriggio, la Lupina trascorreva interminabili minuti davanti alla stufa a pellet, aspettandone l'accensione. Che non avviene. E non accenna ad avvenire. Gli sportellini vengono aperti tutti quanti e controllati ripetutamente, i tasti giusti vengono schiacciati, ma la grande cosa nera resta lì, immota, senza ombra di fuoco.

E' ora di cena. Il Nano si bea del disgustoso pastone citato nel post precedente ed il Gig si mangia la sua pastasciuttina al pomodoro, le pentole emettono enormi sbuffi di vapore e la temperatura è siberiana. Siamo tutti avvolti in strati di pile che non ce li aveva nemmeno Messner quando ha attraversato l'Antartide e meditiamo di chiamare l'assistenza, quando mi giunge una telefonata.

"Ciao, neh."
"Buonasera Nonno Asl. Vuole il Gig?"
"No, volevo solo sapere se stavate tutti bene." E' un classico, per Asl, l'inchiesta telefonica serale sulle condizioni fisiche del nucleo familiare. In caso di malesseri, Nonno Asl procede alla formulazione della diagnosi.
"A parte il freddo e la stufa che non è partita, direi di sì."
"Ecco, appunto. No, volevo dire che non so se ti sei accorta, ma ho sistemato il palmare della stufa, così adesso non avete più problemi."
"Ah. Capisco. Ma noi non avevamo problemi. Cioè, adesso li abbiamo, perchè non funziona più e crepiamo dal freddo. "
"No, ma non so se hai notato, l'orologio aveva 12 minuti di ritardo rispetto all'ora reale."
"Sì, però funzionava. Adesso no."

Momento di silenziosa riflessione di Nonno Asl.

"Vengo io a vedere domani mattina."
E' una promessa? E' una minaccia? E cosa viene a fare, che non ha mai letto il libretto di istruzioni, non ha idea di cosa sia una stufa a pellet e probabilmente non sa neppure a che cosa serva questo curioso mobile di design in ghisa che abbiamo sistemato nella stanza centrale della casa?
Non importa. Questa è una missione per l'Ottimizzatore. L'Ottimizzatore si fa carico dei mali del mondo e provvede. A suo modo, ma provvede.

E mentre smoccolavo mentalmente sulle mie disgrazie familiari, mi accorgevo che qualcuno oggi ha messo Rai 3 al posto di Rai 1.
L'Ottimizzatore a volte lascia pure la firma, come Zorro.

lunedì 7 luglio 2008

Arriva l'Ottimizzatore.

Nonno Asl aggiusta. Nonno Asl è un ottimizzatore. Da piccolo deve essere rimasto traumatizzato da un'apparecchiatura elettronica, e in età adulta si vendica aggiustandole. Peccato che molte volte ciò che lui crede di aggiustare viene irrimediabilmente manomesso.

Se si commette l'errore di lasciargli in gestione la propria casa per qualche giorno, anche solo per nutrire i felini in nostra assenza o per annaffiare le piante, Nonno Asl arriva coi suoi attrezzini e aggiusta.
Molte volte non si accontenta di aggiustare, e gli effetti malefici del suo intervento si scoprono a posteriori: Nonno Asl trova un piacere selvaggio a riprogrammare. In casa nostra ha riprogrammato di tutto senza farsene accorgere: il videoregistratore, il lettore dvd, la rubrica del telefono portatile, i canali dei televisori.
Quando vivevamo in Veneto e la coppia Mimetica-Asl era spesso ospite per settimane a casa nostra, Nonno Asl approfittava delle ore in cui eravamo assenti per lavoro e si metteva lì di buzzo buono a riprogrammare. La prima cosa che faceva entrando in casa nostra era la sistemazione della temperatura del frigo, perchè lui ha sempre avuto la convinzione che il frigo tenuto alla temperatura più alta raffreddi meglio. Ma siccome il nostro frigo era un frigo normale, ovviamente non succedeva. E siccome era uno di quei frigo pieno di lucine, led, rotelline per la regolazione, tastini che nessuno aveva osato toccare dall'uscita dal negozio in poi, ci si ritrovava con la casa allagata dallo sbrinamento automatico del vano freezer, e costretti a mangiare surgelati ammosciati e semidecomposti per settimane, rischiando il botulino e la setticemia.
Nonno Asl, a nostra insaputa, ci risistemava anche i canali della televisione. Nonno Asl però è un uomo che ama le sfide, e siccome leggere un libretto di istruzioni è da cacasotto femminucce e in fin dei conti sono capaci tutti, bisogna improvvisare e capire il funzionamento delle cose senza ricorrere a questi squallidi mezzucci. E così, come per magia, invece di Rai 1 sullo schermo campeggiava TeleBassano, al posto di Rai 2 il venditore di quadri con i colletti alla coreana, su Rai 3 la neve - ma tanto in fondo non ci siamo persi nulla, a parte un Posto Al Sole e qualche programma interessante, 'sto canale del cacchio non trasmette niente di buono, e vabbè (però io volevo guardare Chi l'ha visto), MTV è una merda e quindi si toglie con tutti quei capelloni fracassoni e al posto suo si mette Trinity Broadcasting Network, che ci son le signore americane bionde di mezza età con certe scofanate di capelli in testa che Amy Whinehouse manco se la sogna, altro che capelloni.
Anche le radio sono tra le vittime preferite di Nonno Asl. Impossibile prestare la propria macchina a Nonno Asl senza subirne le conseguenze: i canali della radio sono irrimediabilmente sintonizzati su emittenti a caso, e anche l'equalizzatore è ottimizzato (leggasi dunque messo a cazzo).
La Gig Mobile, poi, è una goduriosa alcova piena di tastini da schiacciare e di lucine fantascientifiche alla Star Trek, e lì davvero si rischia di fare dei bei danni. Tipo che ne so, settare il selettore di velocità automatico e non riuscire a disinserirlo, e farsi tutta la statale 68 in terza a 30 km orari, mandando al manicomio una lunga fila di turisti e attirando maledizioni fino alla sedicesima generazione.

Questo post è un post altamente ispirato.
In casa mia si crepa di caldo, ed abbiamo una sola fonte di raffrescamento: la movimentazione dell'aria tramite pale eoliche, oltre che le palle del Gig che vorticano ma che al momento sono fuori servizio. L'unica fonte di benefico vento è stata ottimizzata da Nonno Asl a nostra insaputa, attraverso il bloccaggio perenne a velocità uno. Il che significa che bisogna letteralmente spalmarsi sulla griglia di protezione per percepire un minimo spostamento d'aria, e la cosa ci rende molto molto molto nervosi.

Grazie, Nonno Asl.
Fossi in te da adesso in poi mi guarderei bene le spalle.

martedì 13 novembre 2007

La vendetta della Santa Tetta

Gli anticorponi emessi dalla Santa Tetta hanno guarito il Nano in un battibaleno, alla facciaccia di tutti quelli che insistono nel dire che allattare un nano oltre l'anno di età non serve a nulla.
Lui adesso è qua che si lamenta del fatto che io non sia una brava madre, dal momento che lo lascio nel box per farmi quei dieci minutini di cazzi miei (tipo lavarmi le ascelle, provvedere ad un accurato bidet e, finalmente, pettinarmi. E anche scrivere questo post). Nonostante questo, mi deve la salute, 'sto Nano ingrato.

Mia madre, stamattina, mi ha infastidito con la seguente telefonata:
"Sodo bolto balada. Il Dado bi ha attaccato il borbo."
"Eh?"
"Dicevo che sodo balada. Tuo figlio è ud udtore di terribili balattie. E siccobe tu sei respodsabile di tutto questo, devi addare a farbi la spesa. E cobprare cose in 4 degozi diversi, situati ai 4 pudti cardidali della città e lodtadissibi tra loro. Ti ci vorrà ud po' di tebpo, ti avverto."

"Pronto, casa Lupini"
"Prodto, sodo Doddo Asl. Sodo id procidto di borire di scorbuto e di pellagra."
"Uh, Adorato Suocero, mi dispiace molto. Immagino che oggi non potrete passare a prendere il Nano per trastullarvelo un po' voi, vero?"
"Iddovidato, Duora Idgrata. Dal bobedto che sodo ibpossibilitato, il Dado te lo tiedi te. Adesso devo addare. E cobugque, potrebbe essere lupus oppure sarcoidosi, quiddi state attendti. A proposito, tua madre dod ha il lupus?"
"Sì, ma la forma eritematoso-discoide. E comunque, non prevede contagio."
"Sicura?"
"Sì. E' una malattia autoimmune."
"Allora sarà di sicuro sarocidosi"
"Buona agonia, allora. A proposito, a quanto ha la febbre?"
" A tredtasette e tre."

Ecco. Io a trentasette e tre faccio il cambio degli armadi a finestre spalancate e certe volte spacco pure la legna a torso nudo.
Ah, questi anziani!

venerdì 9 novembre 2007

Quandi finiscono gli anticorpi

Il primo raffreddore è arrivato, preannunciato da una serie di starnutini e caccole espulse da micronarici arrossate. Il Nano ha continuato a correre come la pallina di un flipper nelle sue ciabatte nuove color Maschera della Morte Rossa, incurante della febbre che saliva.
Dopo una minidormita di 15 minuti o poco più, che mi ha permesso di ingurgitare la mia cena (un hamburger di tacchino ed un finocchio diviso in 4), il Nano ha cominciato a dare in escandescenze mostrando una candelona al naso di tutto rispetto.
Alle 21.45, dopo aver dormito sulla mia pancia inanellando una serie di "quettocugè quellocugè" nel sonno, le uniche cose che sa dire il Nano sono diventate alla stregua di un mantra. Si è dibattuto come un grongo in una rete, il livello di mentolo nella stanza ha raggiunto gli stessi livelli della fabbrica della Vigorsol, e si è decretata ufficialmente la fine degli anticorpi materni.
Il Nano ha il raffreddore. Colpa di Dennis e Manuel, due unenni incontrati nella sala d'aspetto dell'ospedale dove martedì il Nano è stato trascinato contro la sua volontà per la somministrazione del vaccino. Dennis e Manuel in realtà sono due nani travestiti da poppanti, pagati dai servizi segreti per spargere il morbo del moccio febbricitante tra gli ignari fanciulli che fino ad ora si erano salvati dai mali di stagione e screditare così la famigerata Tetta Salvatrice.
Il Nano, ahimè, stavolta non è sfuggito.
Il latte materno, elargito con tanta generosità dalla puppa, non è bastato.
Adesso dorme, appallottolato come un porcellino di sant'Antonio. Nel lettino sono stati sistemati alla bell'e meglio la copertina del Cavallo Giuseppone e la Bambola Anna, nella speranza che portino conforto al povero malatino.
Per il momento, il silenzio regna nella Villa Lupina. Si sente solo un flebile ronzio di cpu al lavoro, e la mamma ha quasi paura a schiacciare i tastini della tastiera perchè fendono l'aria come i botti che certe vecchie macchine fanno all'accensione.
Il Gig è assente. E' alla cena della ditta, ad elevare il suo tasso alcolico e a farsi sospendere la patente da qualche pattuglia incazzereccia. Si è risparmiato questo strazio del Nano gorgogliante di mocci, e almeno la sua maglia si è salvata.
Già, perchè il Nano ha già preso quella disgustosa abitudine dei mocciosi: si pulisce il naso sulla mia maglietta.
Prevedo una lunga nottata.

Il Nonno Asl, naturalmente, ha pronunciato la fatidica frase: "Ve l'avevo detto, io."
Si attendono con ansia le sue funamboliche diagnosi.

giovedì 8 novembre 2007

Nonno Asl.

Oggi pomeriggio ho assistito ad una delirante telefonata tra il Gig e suo padre, Nonno Asl. Nonno Asl è la causa principale dell'ipocondria del Gig, sta sempre a casa e se qualche volta esce è di sicuro per una visita, o per portare il cane dal veterinario.
Gig: "Pronto, papà? Come va?"
Asl: "Bene, e tu?"
Gig: "Mah, benino. Sai, ho un po' di mal (nooo, Gig, non dirlo! Non glielo dire, altrimenti scatta la modalità Nonno Asl-Enciclopedia Medica!) di schiena (Noooo, ti avevo detto di non dirglielo! Adesso che ne sarà di noi?)
Troppo tardi. L'ha detto. Adesso Egli sa.
Asl: "Sei andato dal medico? Allora sono reumatismi? Ti sei fatto mettere in malattia? Hai fatto l'impegnativa per le lastre? Hai consultato un bravo specialista? Quando hai l'appuntamento per il controllo ortopedico? Quando ti operano?"
Gig:"Ma no, papà, ho solo la schiena un po' incriccata ed una piccola infiammazione al nervo sciatico, nulla di che."
Asl: "Eh, sì sì, si comincia così, ma poi vedi che resti bloccato a 90 gradi. Il mal di schiena è l'anticamera della sedia a rotelle! Si comincia con un doloretto qua, ma poi vedrai come degenera! Manco un anno e ti ritrovi con la schiena spezzata, a soffrire come un cane."
Gig: "Papà, su, non esagerare. Mi metto il cerotto, e in due giorni mi passa."
Asl, ormai definitivamente in modalità enciclopedia medica- dr. House: "Potrebbe essere ernia al disco, oppure lombalgia, oppure scoliosi, oppure cifosi, oppure lordosi... insomma, una cosa antipatica e difficilissima da guarire, che potrebbe portarti alla tomba ben presto. "
Gig: "Ma papà"
Asl: "Eh, sì, trascurati! Non avere cura della tua persona"
Gig: "Ma papà"
Asl: " E poi non dire che non te l'avevamo detto, eh"
Gig: "Ma papà"
Asl: "Si comincia con un doloretto, e poi..."
Gig: "Ma papà"
...

Caro Suocero, per il bene della sua salute fisica le consiglio vivamente di smetterla con tutti quei telefilm sugli ospedali.
Scrubs compreso.