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venerdì 21 novembre 2008

I miracoli del quotidiano

A volte una giornata nasce sbilenca.
A volte la giornata sbilenca volge al peggio, e si trasforma in giornata di cacca.
A volte ci si ritrova a piangere di rabbia ad un incrocio, con la testa appoggiata al centro del volante, stando bene attente a non schiacciare troppo il clackson, che oltre ad essere una cosa poco elegante può persino provocare incidenti.

A volte, però, succedono anche i miracoli.

Succede che qua, proprio a due passi da me, c'è una donna che non è riuscita ad essere mamma, ma che è molto più mamma di tante donne, probabilmente anche più mamma di me.
Succede che a volte, lontano, c'è proprio un bimbo che la mamma non ce l'ha. E' un bimbo dell'età del Nano, e me lo immagino già correre con un paio di piedini cicciuti, una bella testina di capelli e due occhi affamati di mondo e di affetto.
Succede anche che a volte, le cose più caccose e il destino stronzo si trasformino per tutti in qualcosa di bello, di una bellezza assassina che ti strizza la gola, e che ti costringe a correre su un terrazzo ventoso per cacciare un sano, legittimo urlo.
Tra poco questa mamma in potenza e questo figlio si incontreranno, e sarà felicità per tutti, e non riesco ad immaginare quanta, perchè il cuore scoppia. Scoppia il mio, che assisto da spettatrice, figuriamoci il loro.

Grazie, L. Ti devo una brutta, orrenda giornata trasformata in bellissima.
Non so se sarò mai in grado di restituirti il favore.

venerdì 14 settembre 2007

PLIN PLON!

Comunicazione di servizio: domani arriva un'ospite speciale.

Dico solo che tra le 10 cose che il Nano sa dire c'è anche il suo nome. E non è un caso...

venerdì 17 agosto 2007

Senza titolo, perchè non me ne vengono in mente di decenti.

Oggi potrebbe essere il mio ultimo giorno di vita normale.
Anzi, sarebbe già passato per una buona parte. Dovrei dire le mie ultime ore da persona normale, con un futuro davanti fatto di cose qualunque da vivere.
Oggi pomeriggio la mia vita potrebbe prendere una piega diversa e non tanto bella, come un algoritmo in cui qualcosa di sbagliato ad un certo punto insidia quello che dovrebbe essere l'andamento naturale delle cose. Ma nel mondo dei numeri, niente ha una connotazione negativa: è tutto neutro, non esiste ne' il Brutto ne' il Bello, tutto finisce con un numero. A volte con lo zero. Ma nessuno si sconvolge per questo.
Invece in questo mondo, la mia giornata di oggi potrebbe lasciare un segno.
Da circa una settimana mi preparo al the day after, a come sarà la mia vita se quello che si paventa è vero. Da giorni cerco di rassicurare tutti sull'entità dei miei sintomi, che in effetti non sono allarmanti per nulla. Da giorni cerco di vivere la mia vita concentrandomi su ciò che faccio, pensando che lo farò ancora per moltissimo tempo e con la stessa passione.
Da giorni cerco di convincermi che qualunque cosa sia, non perderò l'entusiasmo che mi spinge a fare le cose, e che se ci dovesse essere un tragico epilogo nella mia vita, lo saprò accettare con la dovuta naturalezza e tranquillità, come ho sempre cercato di fare nelle piccole cose.
L'unica idea che mi fa veramente impazzire è il Piccolo: ha davvero troppo bisogno di me, non posso lasciarlo da solo. In tal caso, spero di avere la lucidità sufficiente per sistemare il sistemabile in maniera decente.
Voglio che la mia vita, o quel che ne rimane, scorra serena come è stato fino ad ora.
Vorrei avere le palle. Non voglio piangere. Voglio essere normale.

Che mi si perdoni, se oggi faccio qualche cavolata, o sbaglio i conti, o dico qualche scemenza.

E' la vigilia di un evento importante, non solo del mio compleanno.