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mercoledì 5 novembre 2008

Dacci oggi il nostro malanno quotidiano. Amen.

Oggi mi giravano le palle.
Menomale che c'è il Gig che mi riporta il buonumore.

"Lupi, non sto tanto bene."
"Che hai, stavolta?"
"Ho la punta della lingua come... come... desensibilizzata. Cioè no, sento i sapori, per la verità. Sento l'amaro. Per un attimo sento il sapore dei cibi, poi subito dopo tutto diventa amaro."
"Oddio, Gig, sembra una cosa terribile!"
Il Gig comincia ad eccitarsi. Sembra molto preoccupato. "Sì, è terribile. E' come un formicolio, come una specie di patina che si incolla alla lingua. Al mattino, poi, raggiunge il massimo del malessere, la lingua è tutta impastata, mi si incolla la saliva, il palato mi fa male... "
E qui, mi aspetto la tipica domanda gigghiana.
"... Lupi, secondo te cos'è?"
"Mmmh, fammi pensare... potrebbe essere un cancro alla lingua."
"Oddio!"
"Oppure un problema neurologico."
"Reversibile?"
"Non so, dovremmo fare delle analisi. Oppure, in ultima istanza, un tumore al cervello."
"Tumore al cervello? TUMORE AL CERVELLO?? Ma stai scherzando??"
"Gig, non hai fatto caso ad una cosa?"
"Cosa?"
"Quanto ci metti a bere il caffè?"
"Ma ti sembra il momento per certe domande? No, dico, ma ti pare il caso?"
"Dai Gig, pensaci: hai mai notato che quando andiamo al bar a berci un caffè, tu lo hai già finito da un po' ed io invece devo ancora cominiciare a berlo?"
"Dici che è un problema neurologico? Forse sono troppo veloce a fare determinate cose? Boh, che ne so, magari è un sintomo pure quello... oddio, che cosa terribile! Sto di nuovo per morire! E' terribile, sto malissimo..."

"Gig."
"Eh."
"Ti sei scottato la lingua."

martedì 2 settembre 2008

Contaminazione.

Il Gig è una personcina per bene, e questo forse voi lo avevate capito prima di me.
Abituato a sguazzare tutto il dì nella schifezza e nel pericolo di contagio, una volta giunto alla sua dimora, desidera che tutto sia perfetto e asettico.
L'ultima frontiera della turba psichica del Gig è la contaminazione alimentare.
Quando il Gig torna a casa, si lava le mani ossessivamente per un quarto d'ora, saltellando sulle piante dei piedoni per reprimere il senso sfrenato di pipì che lo attanaglia, perchè il posto di lavoro è contaminato e la vescica va tenuta piena fino almeno a che non si torna a casa. L'acqua deve essere bollente e strinargli le mani, e deve necessariamente usare un sapone liquido disinfettante che compra in un misterioso negozio noto a lui solo. Poi finalmente fa la pipì. Poi si rilava le mani.
Poi va al frigorifero, prende una bottiglia di acqua fredda possibilmente appena aperta, beve un sorso e mentre è lì col mento per aria a sgarganarsi nota nel frigo alcuni alimenti a suo dire avariati, li prende, li ispeziona attentamente e li butta.

Arriva il momento della cena. La famiglia Lupina non mette in tavola niente di composito da tanto tempo, ma si adatta a divorare scatolette, mozzarelle, insalate già lavate e squallidi vegetali bolliti dall'aspetto asfittico. Tutta colpa della donna di casa, perennemente a dieta, del Nano che deve mangiare sano e dal sacro terrore derivante dall'accensione tramite piezoelettrico del lupinico fornello, che poi si sporca troppo e non c'è voglia di strusciare.
"Gig, dov'è quel prosciuttino crudo semidolce?"
"L'ho buttato. Era avariato."
"Ma l'avevo comprato ieri!"
"Ma era sudato!"

"Gig, ma quella bella insalata di gamberi e fagioli che ho fatto stamattina, l'hai mica vista?"
"Ah, alludi a quella roba puzzolente di acido ricoperta da una patina iridescente? Ho dovuto buttarla. Era avariata."

"Non trovo più la mozzarella di bufala. Hai idea di dove sia stata messa?"
"Nella pattumiera."
"Ma Gig, era la nostra cena di stasera!"
"Ma tu non sai che la mozzarella avariata è un'arma batteriologica? Ma ti rendi conto che stava per contaminare il resto del nostro cibo?"
"Ma non era avariata!"
"Sì che lo era. Non hai rispettato le corrette modalità di conservazione e l'hai fatta andare a male, non ti rendi conto che potevi ucciderci TUTTI?"

E' uno spasso vederlo mangiare. Seziona il tonno in scatola alla ricerca dell'imperfezione con l'abilità di un chirurgo estetico, si avventa sull'insalata e butta via le foglie che non ritiene morfologicamente rispondenti alla sua idea di ortaggio a foglia larga, studia i fagioli uno per uno per sgarmare quello guasto che lo porterà alla tomba. Evitare di morire intossicato è una fatica bestiale. Oltretutto, per una strana deformazione mentale, è convinto di non avere olfatto. Come faccio a sapere che invece ce l'ha? Non ne ho idea, so solo che quel poderoso nasone non può non contenere delle belle cellulone olfattive. Per questo motivo, ogni santa volta in cui si sospetta la contaminazione, porta da me l'alimento incriminato per sottoporlo all'esame del mio Superolfatto.
"Secondo te puzza?"
"No."
"Ma senti meglio, non ti sembra che sappia di piede?"
"Gig, è normale. E' una fetta di toma, di che vuoi che sappia."
"Ma no, annusa. Mi sembra che sappia proprio di piede appena uscito dalla palestra. Deve essere avariato."

Ogni pranzo si trasforma in una full immersion nella pura follia sensoriale, dicevo. Insomma, il Gig ci tiene allegri.
Ma la cosa più bella è dovuta al fatto che le cene da queste parti sono davvero esperienze di alto valore, e soprattutto interminabili.

Nel frattempo io ho già sparecchiato.

sabato 19 aprile 2008

Le simpaticissime gags notturne del Gig

E' notte sul Lupinaio. Lupina è appena rientrata dal lavoro, e trova un Gig pigiamato e un Nano addormentato.
C'è voglia di bebè, nell'aria. Di uno nuovo, perchè del Nano siamo già stufi: ormai dorme quasi tutta la notte, dice mamma, babbo e altre parole a caso, cammina, e non ci dà quel brivido della colica, del risveglio notturno, della crisi delle sei e mezza, di rigurgiti acidi corrosivi che si possono tranquillamente usare al posto dell'acquaragia per pulire i pennelli.
Insomma, ci piacerebbe tanto complicarci la vita ulteriormente, dato che ci è riuscito così bene una volta.
Purtroppo non ci si fa. Io ho una crisi da primavera inoltrata, e come tocco complemento d'arredo imbottito dormo il sonno del giusto, il Gig è entrato nel pigiama di Straccioman e non accenna a venirne fuori. Questo pover'uomo è allergico al polline dell'olivo. Ed è davvero una goduria di allergia, per uno che vive in un casolare in mezzo ad un'oliveta.
Ieri sera, ad esempio, aveva male ad un occhio. E si sa che quando gli fa male un occhio, anche Siffredi si mette a riposo.

"Gig, sei sveglio? Si fa un altro Nano?"
"..."
"Gig?"
"..."
"O Gig!"
"... stasera sto male. Ma se non avessi male a quest'occhio..."
Lupina, speranzosa: " COSA?? COSA??"
Il Gig, voltandosi dall'altra parte : "... ti osserverei tutta la sera. Buonanotte, eh"

O Gig, ma vaff!

sabato 22 marzo 2008

L'Amministrazione Gig

Oggi sono tornata alle otto di sera, dopo una giornata di reception sulla quale preferisco glissare.
Il Nano oggi era in Amministrazione Gig. L'Amministrazione Gig è l'ente preposto a subentrare al posto mio, e di solito si occupa di altro.
Devo dire che l'Amministrazione Gig ce la mette proprio tutta, ma non ha le tette, e la cosa di per se' lo fa partire già svantaggiato. Il Nano in Amministrazione Gig indossa gli stivali di gomma in casa, ha facoltà di attingere liberamente alle scatole dei biscotti, calpesta e lancia i libri della libreria e fa in sostanza il cazzo che vuole. L'Amministrazione Gig non fa molto caso agli abbinamenti di colore tra pantaloni e maglia e scambia allegramente i calzini, non conosce differenza tra maglia del pigiama e t-shirt, ed è molto più volta alla sostanza delle cose che all'apparenza.
L'Amministrazione Gig, nonostante la genuinità degli intenti, oggi non è riuscito a portare a termine con successo i suoi propositi manageriali: al mio ritorno ho trovato un Nano addormentato con addosso il maglione e i pantaloni della tuta e con una testa cotonata come quella della Vanoni. Quando mi sono chinata su di lui per baciargli quelle gote rosse addormentate, mi sono accorta che un certo odorino proveniva dal suo Santo Pannolino: il Nano ha fatto la cacca, ed è stato messo a letto con l'allegro fagottone.
Adesso si aspetta con pazienza che il Nano si risvegli per provvedere alla catarsi del Sacro Deretano, consci che questo addurrà molti lutti agli Achei (ma anche ai Lupini).

Però l'Amministrazione Gig ha avuto la delicatezza di togliergli i calzini.

martedì 4 marzo 2008

Smarrimento.

Da circa un anno, sono proprietaria di un cellularino bianco della Nok*a che fa anche le fotografie.
Orpo, le foto! Roba moderna, per una che ha abbandonato con la lacrimina in fondo all'occhietto il vecchio scarcassone 3310, col quale non potevo fotografare alcunchè ma facevo il culo a tutti a snake (1987 è il mio record, oltre che l'anno di nascita di mia cugina, conseguito in sala d'attesa del ginecologo con tanto di esultanza improvvisa che ha fatto sussultare una decina di panzone).
Questo moderno cellularino, oltre alle foto, fa anche un sacco di altre cose sulle quali non ho indagato per incapacità personali, ma che mi interessano anche molto poco a dire la verità. Il cellularino somiglia un sacco ai clone troopers* di Star Wars, anche nell'estrema delicatezza dei congegni. Avete notato che Luke Skywalker li atterra pure da disarmato e loro si sfasciano in mille pezzi? Ecco, anche il cellularino. E siccome a differenza dei clone troopers che sono tanti, il cellularino è uno solo e costa dei dindi, cerco di tenerlo bene. Anche per la funzione calcolatrice, alla quale tengo veramente molto specie quando vado a fare la spesa.
Quel cellularino lì ieri sera entrò in casa, e se ne persero le tracce. Colpa mia, che alle nove di ieri sera mi è venuto in mente di tirare fuori la macchina da cucire e darmi alla follia tappezziera, cosa che ha provocato un immane casino in cucina e limitrofi.
Inizialmente ho cercato dove sarebbe stato logico che fosse: sepolto tra i modelli di carta, dentro il bussolone del cucito, nelle tasche delle giacche, nella mia borsa artesiana. Niente. Poi sono passata alla perlustrazione delle mensole e dei ripiani ad altezza occhi. Con le palle sotto ai piedi, sono passata ai cassetti, alle fessure in mezzo ai divani, allo sportellino del bagno. Non era nel cesso, non era nei cassetti, neanche negli anfratti atri e ascosi in cui si celano millenarie briciole di antico pane egizio e monete risalenti a epoca preincaica. Non era da nessuna parte.
Con la morte nel cuore e lo sgomento che turbinava nel largo spazio vuoto tra le mie orecchie, ho preso in mano il fisso e vinto la taccagneria, ed ho telefonato al Gig, conscia che l'annuncio della grave perdita avrebbe scatenato il cazziatone del secolo. Perchè il Gig è bravino, precisino, non perde mai nulla (seee, era megliooo. Perde tutto anche lui, ma non se ne fa accorgere e adora farmi i cazziatoni, gli vengono sempre bene).
"Pronto, Gig?" (rumore di ferramenta svaligiata di sottofondo)
"NONPOSSOSTAREALTELEFONODEVOFAREUNACOSAIMPORTANTISSIMACIAOTIRICHIAMO"

E riattacca, lasciandomi nello sgomento e nella disperazione profonderrima.
Ma porca vacca, cosa avrà mai avuto da fare se non smerdare? Cazzarola, poteva anche interrompere un attimo, maremmampestata.
E naturalmente, non mi richiama.

Me lo vedo arrivare, bello bistrullone e pipilone col suo giacchettone blu col cappuccio a prepuzio e le mani in tasca, e si piazza al computer.
Azzardo timidamente la domanda:
"O Gig, ma lo sai che non trovo più il cellulare?"
e lui, distrattissimo: "Ah, sì, l'ho preso io per sbaglio stamattina."
Io, alterata: "Ma lo sai che sono stata male tutto il giorno? Ma che dovevi fare di tanto importante da non poter stare al telefono?"
"IO?? Niente, perchè?"


Più tardi chiedo il divorzio. Non ora, però, perchè ciodattelefonà.

*di cui non sono riuscita a trovare un'immagine migliore. Abbiate pazienza.

domenica 10 febbraio 2008

Lo strazio continua. Post olfattivo.

Il tormento olfattivo del Gig-Straccioman continua. Si aggira per casa con una pettinatura inqualificabile da sopravvissuto postatomico ed una copertina di pile intorno alle spalle, ad annusare. Ha scoperto l'odore di lavanda dei sacchettini profumabiancheria, la treccia d'aglio, il pane della MDP, l'odore vagamente extraterrestre del frigo. Si è inebriato del profumo delicato dei panni puliti, ha storto il naso di fronte all'odore terrificante del cane, ha fatto da cacca-detector coi pannolini del Nano, e tutto questo di fronte ad una Lupina stupita. Ha persino capito che ho cambiato brillantante semplicemente annusando il piatto in cui ha mangiato.
Quest'uomo mi spaventa. Adesso sente persino la cera dei mobili, e se il miracolo del superolfatto durerà qualche altro giorno, riuscirà anche a distinguere il tipo di vernice usata sui mobili.
"Mi si è aperto un nuovo orizzonte. Nuovi odori di cui non sospettavo l'esistenza. Per esempio, sento l'odore di me stesso. Credo di aver capito che non posso sopravvivere se non mi faccio almeno una doccia al giorno."

Dov'è finito l'uomo che ho sposato? Rivoglio il tizio che c'era prima, quello che non aveva cellule nervose nel naso!
Che stress.

La Redazione delle Cronache Lupine ringrazia sentitamente Mamikazen per la nomination, e comunica alla stessa che passerà un suo incaricato in settimana a ritirare il meraviglioso panfilo con accessori in oro zecchino e interni in radica d'ontano, con il quale se la spasserà in allegria per il resto dei suoi giorni, amen. Perchè abbiamo vinto il panfilo, vero?

venerdì 30 novembre 2007

Straccioman

Anche noi lupini abbiamo i nostri supereroi, che credete?
Oggi, ad esempio, invece che il solito Gig di ritorno da un turno di lavoro in terra ammmericana, mi son vista recapitare sulla soglia il mitico Straccioman. Straccioman è un supereroe che somiglia spiccicato identico al Gig, solo che sta malissimo, ha gli occhi gonfi, lo sguardo nel vuoto ed ha la febbre.
Straccioman ha un superpotere che quel citrullo dell'omoragno se li sogna.
Straccioman non ha il mantellino. Straccioman ha la vestaglia, con la quale plana sul divano e da lì non si muove più.
Straccioman ha il potere di spostare gli oggetti con la forza del pensiero. Stasera, ad esempio, ha spostato me verso il frigorifero per fargli un panino.
Straccioman si preoccupa per il nostro benessere, sebbene stia per morire tra atroci dolori. Straccioman, col potere disumano dei suoi occhi gonfi, mi chiede: ma dove sono i cuscini? Chi ha preso i cuscini del divano, che mi ci voglio spiaccicare dentro?
Ma la cosa più sorprendente di Straccioman è quello di saper comunicare con frasi di senso compiuto sebbene sia assopito ed in preda ai fumi della febbre, e questo è un vero superpotere che lascia di stucco. Altro che barbatrucco.
Straccioman dorme raggomitolato nella sua vestaglia, con le ciabatte con su scritto dogsledding co. - Alaska, e parla con mio padre del più e del meno, poi si ripiglia dopo 3 ore e non si ricorda più nulla, nemmeno del panino che gli ho preparato con le mie sante manine, e allora malfidato ne rimangia un altro.

Straccioman non vola. Straccioman si trascina fino al bagno, fa la pipì dormendo, si guarda allo specchio sempre dormendo, parla con la sua immagine mammamia faccio paura, che occhiaie, si rimette sul divano e da lì comincia con la nenia ipnotica: sto male, sono uno straccio, non vi avvicinate, forse muoio, domani muoio, anzi, domani pomeriggio muoio, dov'è il mio tè? Dov'è il mio libro? Mettiamo un film in dvd di quelli che non ho ancora visto, che sennò muoio con la curiosità? Dov'è il mio amico Carota, compagno di mille avventure? Oddio, se sto male, senti qua che febbre, che febbre, aiuto.

Straccioman non ha la tutina, ha il pigiama. Ed il pigiama è costituito da pile. La vestaglia è anch'essa di pile, e le ciabatte dogsledding co. - Alaska pure. Si avvolge in un bozzolo di pile, la copertina di superman che avevo comprato per il Nano, e da lì accumula cariche elettrostatiche su cariche elettrostatiche. E dopo che si è caricato come una pila di pile, ti strafulmina ogni volta che ti ci avvicini.
La mattina dopo, se hai fortuna, Straccioman si è ritrasformato nel solito Gig.
Ma se si ha sfortuna ed il virus influenzale dura più di 12 ore, ci tocca sorbirci Straccioman.

Gig, ripigliati, ti prego. Torna a casa.

venerdì 26 ottobre 2007

Che bella giornata.

Piove dal tetto.
Piove in cucina, direttamente nella minestrina del Nano.
Piove in camera da letto. Anzi, piove sul letto.
Ho messo secchi e tinozze dappertutto. Finite le tinozze, sono passata alle insalatiere.
Adesso sono terminate anche le insalatiere.
Che ne sarà di noi?
Per fortuna ho una ciambella gonfiabile a forma di aragosta, dono di una zia al Nano. Che però forse è forata.
Ci prepariamo al peggio.

Adesso mi accorgo che l'isolamento è anche maggiore: non ho uno straccio di ombrello. Sono tutti nella mia macchina. E chi ce l'ha, stamattina, la mia macchina? Ma il Gig, naturalmente!
Aiuto.

lunedì 22 ottobre 2007

E' arrivato l'inverno.

E' arrivato, finalmente, il tempo di imbacuccarsi in maglioni pelosi.
Ci sei mancata, brutta stagione schifosa che arrossa i nasi ai Nani e che rendi invivibile anche un semplice gesto come quello di stendere i panni. Ci sei mancata, maremma assassina che ammazzi le zanzare, che disegni strisce di grigio nel cielo e ci lasci a casa, a scrutare l'orizzonte pensosi, col naso appiccicato ai vetri delle finestre.
Dove sei stato, inverno che accendi i camini e le stufe? Dov'eri lo scorso anno di questi tempi, che ancora ci pinzavano le zanzare coi loro apparati boccali pungenti(nelle femmine)-lambenti (nei maschi - mi son fatta una cultura, quest'estate)? Eh, brutto mascalzone?
Adesso per i lupini è arrivato il tempo del tepore domestico e del burrocacao.
Il burrocacao è quel cosetto che io colleziono mio malgrado, anche perchè mi sembra di perderlo e puntualmente lo ricompro. Dico mi sembra, in quanto in verità ne ho sempre uno con me, ma non so mai dov'è e lo ricompro, per poi accorgermi che già ce l'avevo. E così ne ho di ammezzati, prima uno, poi due, poi tre, e così via, fino a che ingrasso le tasche della Labello a scapito delle mie.
Però poi arriva il Gig, con le sue fiere labbra maschie tutte screpolate, che alle 6 del mattino mi sussurra: "hai mica un burrocacao, che il mio non lo trovo?", ed io quasi morta dal tepore del letto gli indico con un sussurro la mia borsa appesa all'attaccapanni, per poi ricadere nell'incoscienza del sonno, con quel vago giramento di coglioni tipico dei risvegli a cazzo di cane.
Ma il giramento di coglioni si tramuta in bellezza e gioia di vivere, quando il Gig ti torna a casa alle 5 del pomeriggio con le labbra vagamente glitterate ed ambrate, e tu per incanto realizzi che invece del burrocacao ha preso il tuo lucidalabbra colorato alle proteine della seta, e se n'è andato in giro così tutto il giorno alla guida del camion.

Ah, bentornato davvero, inverno!

lunedì 15 ottobre 2007

Amnesia.

Avevo preparato una salsetta funghina per i vol au vent. Il riempimento dei vol au vent è stato effettuato dal Gig su mia precisa istruzione.
Come mai adesso, lunedì mattina ore 9.11, apro il frigo e la salsetta funghina è ancora lì bella intonsa?

Cos'hai, Gig, contro i funghi? Che male ti han fatto?
Aggiungo dieteticissime salsicce e me li mangio a pranzo. Pazienza.
Non si butta via nulla.

giovedì 4 ottobre 2007

In farmacia

Il Lupino è ancora vittima di una strana sindrome influenzale, che pare si curi benissimo con l'agitazione sfrenata dei pollici sul gamepad della Playstation, ma nella quale ripiomba bruscamente ogni volta gli si proponga di apparecchiare la tavola, rispondere al telefono e sorvegliare il Nano affinchè non si procuri troppi traumi cranici. Il Gig, insomma, è enormemente lagnoso ed accusa i soliti sintomi da malattia terminale, costringendomi a dei tour de force su e giù per casa quando io preferirei occuparmi di cosine più simpatiche. Ha inoltre rispolverato una serie di maglioni da marinaio norvegese e calzettoni da caccia, accusando un principio di assideramento da febbre, che per un attimo mi hanno seriamente fatto temere una prematura vedovanza.

Per il benessere del Gig, quindi, è necessario recarsi in religiosa processione verso la più vicina farmacia, arraffare un farmaco a caso spacciandolo per cura mirata contro quello specifico ceppo influenzale, inventarsi una posologia sostenibile ed aspettare che avvenga il miracolo.

Ma siccome Lupina fa le cose per benino, stavolta in farmacia ci va animata dalle migliori intenzioni.
Signora Farmacista: "Buongiorno, Gentile Cliente. In cosa posso esserle utile?"
Lupina: "Mi serve qualcosa che sia efficace contro l'influenza."
Signora Farmacista: "Le do questo farmaco qua, che è miracoloso e la guarisce in un minuto."
Lupina: "Non importa la velocità di guarigione: l'importante è che dia sonnolenza. Molta sonnolenza."
Signora Farmacista: "E' per suo marito, vero?"

Come avrà fatto a capirlo? Diavolo di una farmacista.

giovedì 6 settembre 2007

Carbonara. Ovvero, Gig ai fornelli.

Villa Lupina, ora di cena.

Lupina è alle prese con un nano recalcitrante al pigiama, al cambio pannolini e alla nanna in generale. Siccome la nanna del Nano è direttamente proporzionale all'orario della cena, al Gig è toccato di cucinare, mentre Lupina tenta di addormentare la Belva a tettate nella testa.



Il Gig annuncia che preparerà la sua famosa carbonara. Evvai. Evviva.





"Gnam gnam, buona questa carbonara, Gig. Anche se ha un sapore un po' strano, gnam gnam"
"Gnam, forse gnam ho messo troppo pepe"
"Gnam gnam, no, gnam, è l'aglio. Forse è bruciato?"
"Gnam, noo, gnam gnam, saranno le uova. Avevano un colorito davvero pallido, gnam gnam."
"Lupina?"
"Eh, gnamgnam?!"
"... ho dimenticato di mettere la pancetta."

venerdì 31 agosto 2007

Momenti da Gig.

Raccontino della sera.

"Lupiiiiina, ma di chi sono queste mutande?"
mi grida un Gig appena uscito da una doccia purificatrice, mentre tenta di infilarsi un paio di strane mutande da uomo con i disegnini cachemere bianchi su fondo blu, che lo strizzano irrimediabilmente là dove l'uomo è più uomo e lo fanno sembrare un John Holmes imbananito.
Mi affaccio nel guardaroba. "Tue"
"Sarà. Ma mi stanno troppo piccole. Poi io mutande così non ne porto"
"Mah, veramente quando ti ho conosciuto non eri così sofisticato mutandicamente parlando. Avevi certe mutande stile anni '80, di quelle con l'elasticone colorato in vita, mi facevi morire dal ridere."
"Sì, ma queste non sono mie."
"Saranno del ragazzo di mia sorella, magari ha fatto il bucato ed ha steso davanti ai miei panni e gli ho catturato la mutanda."
Attimo di silenzio. Gig cogitabondo.
"Mi sembrano piccine anche per lui."
"E che ne so, mica so la taglia di Ronzone." Comunque sì, son piccine pure per lui, ma al Gig non glielo dico, altrimenti chissà che pensa.

Giorni dopo, scopro di avere la mononucleosi. Ridendo e scherzando con una coppia di amici, il Gig scopre che si attacca attraverso lo scambio di saliva, e diventa improvvisamente meno mattacchione e ridanciano.
In macchina, breve discussione sulle strane coincidenze che conducono irrimediabilmente alla mia condotta di donna dissoluta, che ruba le mutande all'amante e che si becca pure una malattia da pomicioni.

Il Gig per una settimana mi guarda in cagnesco.
Mettendo in ordine i cassetti, trovo le sorelle delle mutande incriminate: era un set da tre in una bella scatolina trasparente con un paio bianco a motivi cachemere neri ed uno grigio con lo stesso disegno, stessa marca e stessa taglia, e ne manca giusto un paio.
Se l'era comprate da solo all'Ipercoop, aveva sbagliato taglia ed aveva girato per una giornata intera a palle strizzate, e poi aveva rimosso il tutto.

E poi se la piglia con me perchè sono smemorina. Tzè.

domenica 29 luglio 2007

Interno notte

Stamattina un ladro-fantasma deve aver visitato il Lupinaio, è la prima considerazione che mi salta in testa quando entro in bagno appena sveglia.
E' saltata via la pannellatura inferiore della porta, e la stecca che doveva tenerla ferma giace divelta nella vasca da bagno.
Che strano, però. Come mai ha cercato di passare dalla pannellatura inferiore? Un Ladro Fantasma Nano? E cosa avrà cercato di rubare, che qua non manca nulla? Con questi interrogativi, faccio la pipì.

Ricostruzione dei fatti:

Ieri sera, complice una cenetta con gli Amici Bubi, mi son strafogata di cocomero ad ora veramente tarda, con conseguente inquietudine da pisciaiola notturna.
Mi sveglio alle nonsoacheora, con una vescica in fase implosiva che mi consiglia vivamente di correre al cesso. Decido di non accendere la luce per evitare di svegliare Gig e Nano, e scendo dal letto seguendo la mappa mentale di Villa Lupina del Lupi Lupi Go, il mio navigatore satellitare cerebrale.
Che purtroppo non era aggiornato, ed infatti sbatto contro oggetti non bene identificati sul mio cammino, fino alla grande porta a vetri del Bagno Arancione-Bordeaux, contro la quale sbatto con una violenza inaudita, scalcagnando la porta.
Si sveglia Lupino, incazzato ululante, ed inveisce contro la mia demenza (proprio lui che poche ore prima, per accompagnare gli ospiti al cancello, si è quasi amputato il mignolino del piede per fare il cretino)
Si sveglia Nano, incazzato blu, in versione Dama del Sudario, con tutta quanta la zanzariera in testa.
Mi finisco di svegliare anch'io, e accendo finalmente la luce.

Notte di delirio e follia a Villa Lupina. Possibile essersi dimenticati tutto in questa maniera preoccupante?
Il Lupino decreta che sono una cinghialessa.

martedì 17 luglio 2007

Sconti

Sono andata a fare shopping, venendo meno per un attimo al sacro principio del "NONMICOMPRONULLAPERCHESONOCICCIONA" mi sono presa 4 paia di pantaloni tutti rigorosamente uguali, modello sacco-di-juta, di colori variabili (nero, verde militare, beige e marrone). Tutta contenta sono tornata a casa, per scoprire che sono praticamente identici a quelli da donna incinta che ho comprato la scorsa estate, solo che questi li ho pagati 10 euro al paio al mercato, mentre quelli da donna incinta (ma non pre-maman, ci tengo a sottolineare) li ho pagati 30 in negozio, e li ho già buttati tutti via perchè si sono consumati.

Al Gig ho comprato una serie di magliettine da citrullo, di cui una molto bellina con un bel disegnino. Quella col bel disegnino è piaciuta un sacco anche a lui, ed ha già decretato che è una di quelle "che non si toglierà più". E' stato di parola: stamattina mi ha chiamato disperato, perchè si è accorto di essere al lavoro e di averla ancora indosso.
E lui di lavoro cosa fa?

Fa lo smerdatore.

Un'altra maglia declassata.

martedì 10 luglio 2007

Mai dare per scontato niente, coi Lupini.

Drin drin, suona il Lupinofono a Villa Lupina, risponde il Gig.

"Pronto, Lupino?" è la Lupi, in giro per il paese col Nano, "dovresti fare una cosa per me."
"Dimmi"
"Hai presente la vaporiera?"
"Sì"
"Dovresti prenderla e collegarla alla corrente"
"Ok. Poi?"
"Prendi il filtro e lo monti. Ci sei?"
"Sì"
"Riempi l'apposito vano di acqua minerale"
"Va bene"
"Poi monti il cestello, ne basta uno. Poi apri il frigo e togli una zucchina dal cassetto in basso. Anzi, due."
"Va bene. Poi?"
"Poi le prendi, le lavi sotto l'acqua corrente e le metti nel cestello della vaporiera. Tutto chiaro? Hai capito bene?"
"Tranquilla, tutto chiaro."


Menomale che ho un maritino attento e preciso. Me la posso prendere comoda in giro per i negozi del centro, cercare quello che mi serve e attardarmi nelle scemenze come mi piace fare. Tanto la cena del Nano la prepara il Babbo.

"Lupino, ma non hai acceso la vaporiera!"
"Ma tu QUELLO non me l'hai detto!"


Ha ragione. Non gliel'ho detto.

giovedì 28 giugno 2007

Cinelupini

Stasera, cine-lupino. E' la serata che detesto di più per eccellenza, perchè a me la televisione mi sta antipatica e siccome sono una gran rompicoglioni, mi viene l'angoscia a stare troppo ferma. Per stemperare la pesantezza del clima, dato che stasera al Cinema dei Lupini danno un film horror giapponese con una colonna sonora che sembra una sinfonia per unghie su lavagna, fingo di seguire la trama ma in realtà scurioso nei blog altrui.

"Lupii", voce di marito dal divano.
Rumore di tastiera malamente pigiata "Eeeh"
"Sono diventato un po'cieco"
" Cosa vuoi dire con "un po' cieco"?"
"ci vedo come appannato"
"Prova a togliere gli occhiali"
"Ma non ho gli occhiali adesso"

"allora mettili"
"Ci vedo di nuovo! "

Mah.

Urla di nano dalla stanza accanto.
"Gig (è il vero nome del Lupino), credo che il Nano si sia svegliato"
"Vado io a vedere"
Il Lupino sparisce, intanto il film giapponese va avanti senza di lui. Dopo 10 minuti torna, sconfortato. La colonna sonora di urla non accenna a diminuire.
" Credo che non dorma per via dell'orso. Si sente osservato"

"Lupina, sai una cosa? Oggi hai un odore strano, un odore un po' così"
"stai cercando di dirmi che puzzo?"

Segue un lungo, eloquente silenzio, in cui io visualizzo mentalmente coltelli, corde con robusti nodi scorsoi, gatti a nove code.

Ma insomma, 'sto film giapponese LO VOGLIAMO GUARDARE O NO?