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sabato 5 aprile 2008

Ancora lingue straniere.

Stamattina all'hotel mobilitazione generale.
E' già da una settimana che il portiere di notte lascia messaggi allarmati sul quaderno delle consegne:
"Sento miagolare. Sarà il sonno?"
"Eppure c'è qualcosa che miagola in cantina."
"Sono assolutamente sicuro che qualcosa miagoli da qualche parte."
"Vorrei sapere cosa sono questi miaomiaomiao."

Io ovviamente non ne sapevo nulla, altrimenti mi sarei lanciata prima alla ricerca della povera bestiolina da salvare.
Alla fine, uno dei manutentori e la cuoca, per fortuna gattofili entrambi, si sono muniti di torcia elettrica e croccantini, e sono scesi alla volta della cantina, alla ricerca del misterioso gatto.
Il gatto c'era, quindi da un lato è una buona notizia: segno che il portiere di notte non si fa le canne approfittando dell'oscurità. Era una bestiolina giovane e tigrata, sull'incazzato andante, che alla fine è uscita allo scoperto ed è fuggita grazie al cielo da una finestrina.
Inutile dire che sono stata male tutta la mattina, non potendo lasciare il mio posto per andare a controllare personalmente.
Alla fine la cosa si è risolta, tra la mobilitazione generale delle maestranze, che hanno spostato tutte le poltroncine (la cantina in realtà è la discoteca dell'hotel) per stanare la creatura.

Una signora teteska afere kiesto me kosa ezzere successen. Finalmente ho potuto usare la famosa frase che da tanto tempo desideravo pronunciare:
"Wir haben der Katz in der Kuhl*."
Ahhhh, che soddisfazione incommensurabile.


* Lo so, cantina si dice Keller, ma vuoi mettere come suona meglio?

domenica 13 gennaio 2008

Dove eravamo rimasti?

Ordunque, tornata. Cioè, io sono sempre stata qua, era il coso di plastica e metallo che se n'era andato via, lasciandoci soli e per la prima volta dopo tanto tempo quasi felici di essere sloggati dal tempo e dallo spazio.
Babbo Natale è passato, lasciando tracce fuligginose sul pavimento e cavalli di legno ingiustamente ignorati.
A me ha lasciato una macchina del pane. Che però deve avere qualcosa di sbagliato nei circuiti, dato che sforna monoliti e laterizi invece di soffici pagnottone commestibili. Ma non ha importanza se non fa bene il suo dovere, in fin dei conti nemmeno io sono tanto brava a fare il mio.
Son state vacanze belle e piene di cose. Innanzitutto, abbiamo avuto ospiti: famiglia di Topo e famiglia di Gatti. Ed è sempre bellissimo averli con noi.
Vorrei scrivere di più, ma mi scappa la pipì ed ho una fame pazzesca. Adesso vado ad addentare la meritatissima pizza, poi semmai racconto.
E dico semmai, perchè lo sloggamento forzato è stato splendido, e quasi quasi lo prolungo un po'.
Baci a tutti. Almeno per il momento, son qua.

giovedì 18 ottobre 2007

Strani Nani 2

Il Nano ha dormito 13 ore. Quasi filate.
Adesso è nella sua cameretta che grida parole inarticolate e ride.

C'è qualcosa di strano in tutto questo. 13 ore di filato. Non posso crederci.

G, mi sa che avevi ragione. Niente più latticini in my life. No more caffeine.

G., ti amo. Siamo salvi.

domenica 2 settembre 2007

Paura e delirio all'Ipercoop - come perdere 10 anni di vita in meno di un minuto.

Ieri pomeriggio la Sister, il Gig, il Nano ed io abbiamo fatto un saltino all'Ipercoop, giusto per comprare quelle due scemenze là. Dopo un tour all'insegna dell'entusiasmo e dello shopping sfrenato (un pacchetto di pile ricaricabili), ho pensato bene di spedire il Gig a guardare gli ellettrodomestici nel supermercato, mentre la Sister ed io ci siamo lanciate nel negozio francese di abbigliamento per nani raffinati dove di solito faccio acquisti. Mentre eravamo lì in estasi a pagare una miserabile magliettina a righe rosse e blu ed un paio di calzettoncini con un topone sul tallone, il Nano comincia a masticare il suo cingomma immaginario.
Era da un po' che non lo faceva, ed io mi allarmo. Tento di aprirgli la bocca, ma lui la serra strettamente e si rifiuta.
"Guarda che ho visto qualcosa di bianco sul palato" decreta la Sister. Ma io non ho visto nulla. Sarà un po' di bava.
Non faccio in tempo a formulare questo pensiero, che il Nano diventa rosso e comincia a tossire, e ad avere conati di vomito, come se dovesse espellere qualcosa. Comincio a dargli leggere bottarelle sulla schiena, e lui sembra star meglio.
Ma subito dopo ricomincia a tossire e ad avere conati, a sputare bava e ad un certo punto diventa tutto blu, si aggrappa a me ma subito le manine sembrano perdere di tono muscolare, mi lascia e diventa tutto molle, come un pupazzo.
Io lo prendo per i piedi e lo rovescio, fino a che non sembra riprendersi un po'. Allora lo abbraccio, ma ecco che accade di nuovo: tosse convulsa, colorito cianotico, conati, bava.
Aiuto, non so più cosa fare. Mi guardo intorno, e mi ritrovo nella corsia centrale del centro commerciale, con mia sorella che mi parla ma io non la sento, il flusso della gente coi carrelli intanto scorre tranquillo, nessuno sembra rendersi conto a parte qualche persona che indica, pallida, questa mamma disperata.
Gli faccio la manovra di Heimlich tenendolo rovesciato a testa in giù, e finalmente in mezzo ai fili di bava, espelle qualcosa. Era un'etichetta rotonda, di plastica trasparente, di quelle adesive che si appiccicano sul davanti delle maglie per evitare che le persone disfino le pile di magliette per leggere i cartellini. Se la deve essere cacciata in bocca alla velocità della luce senza che io e mia sorella riuscissimo a vederlo, dato che lo abbiamo tenuto per mano tutto il tempo.
Nel frattempo, arriva il Gig tutto trafelato. Da lontano aveva visto un gruppo di persone che indicavano un punto nella folla, e subito intuisce che si tratta di noi.
Per fortuna arriva a scena ormai conclusa, e gli resta solo che abbracciare il Nano, vivo.
Il quale, come se niente fosse, non perde tempo a piangere e si lancia di nuovo nella corsa sfrenata.
Già, perchè avevo dimenticato di scriverlo, ma dall'altro ieri il Nano cammina, anche se non riesce ancora a fare più di dieci passi senza cadere, rialzarsi e ripartire. Anzi, diciamo che ha camminato il primo giorno, perchè da ieri corre come il vento.
Da ieri rivivo la scena decine di volte. Non riesco a smettere di pensare che sì, so fare la manovra di Heimlich, ma una tracheotomia non ce la farei mai a farla, e quindi le prospettive di sopravvivenza rispetto ad un soffocamento allo stadio successivo sarebbero davvero basse.
Ho deciso che mi iscriverò ad un corso di primo soccorso, anche se in passato ne ho già frequentato uno, per rinfrescare un po' le nozioni.
Perchè coi Nani non si sa mai.

Ringrazio molto le persone che ieri sera affollavano il Centro Commerciale, per NON aver mosso un dito per una mamma ed un bambino in difficoltà.
Grazie davvero tanto, li mortacci vostri!

giovedì 7 giugno 2007

Il settimo.

Gridava aiuto da un posto non ben definito, e nessuno era accorso a salvarlo. Gridava già da ieri sera, e mia sorella con mio padre, all'ora di cena, erano andati a fare una ricognizione intorno alla recinzione del giardino, sperando di trovarlo.
Oggi pomeriggio, il Nano, mia sorella ed io, eravamo a cazzeggiare su una panchina del giardino, quando lontano lo sentiamo. E' lui, ci sta chiamando, ma non si sa dove sia.
Io non so che fare, ho il Nano con me, non posso andare in mezzo alla strada: Marghe, pensaci tu.
E la Marghe si butta in mezzo alle piante, con le macchine che le fanno la rasetta alle chiappe, si riempie di ragni e ragnatele, si graffia le mani per cercarlo, ma non lo trova.
Proprio quando decide di desistere, lo vede: è un cosino che sta in una mano, povero affarino spaventato, un mucchietto di ossa stremate dalla fame e dalla paura.
Non si sa come, lo prende. Lo tira su per la collottola, come fanno le mamme, e lo porta al di qua della rete, nel regno di quelli che hanno sempre il piatto pieno, la pastasciutta calda, e che non conoscono ne' fame, ne' paura, ne' abbandono, se non in qualche antica riminescenza giovanile.
Lo porto nell'unico luogo davvero tranquillo di Villa Lupina, il frantoio.
Lì si lascia toccare, ma prima deve riempirsi la pancia. E lo fa, in maniera folle e frenetica.
E' magro, penso che non mangi da un paio di giorni. Non ha più voce, gli occhi cisposi, l'aspetto arruffato. Si lascia lavare senza opporre resistenza, non sembra avere paura. E' solo stanco, e nonostante sia giovane ed inesperto, ha capito che non gli faremo del male.
E' il settimo arrivato, è un maschio.
Non ha nome, per il momento.
Dimenticavo: è un gatto.