mercoledì 15 aprile 2009

Ancora cuccioli!

Il Nano, solita scatola da scarpe piena di formiconi e bestiacce non identificate: "Mamma, ci sono tutti i cuccioli!"
Lupina: "Sono i tuoi amici?"
Nano "Sì"
Lupina: "Che dolce Amore, ma cosa ci fai con tutti quegli animalini che porti a casa?"
Il Nano, rovesciando la scatola per terra e saltandoci sopra: "Li SCHIACCIO".

Ecco. Cretina io a chiedere.

sabato 11 aprile 2009

Il Pigiama Giallo

Io sono una donna di duplice personalità.
Di giorno sono in un modo, di notte in un altro. Non pensate che nasconda frustini e guepiéres nel cassetto.
Nel mio cassetto c'è di peggio: c'è il Pigiama Giallo.

Il Pigiama Giallo fu il frutto di un acquisto sconsiderato, fatto un pomeriggio di un paio di anni fa. Il Pigiama Giallo appartiene al mio passato di cicciona, e come tale è di almeno otto taglie superiore alla mia attuale, con lo splendido risultato di farmi sembrare un canotto bucato che si è andato a schiantare su uno scoglio.
Infatti io, come indosso il Pigiama Giallo, assumo anche la postura adeguata: mi crollano le tette, i pantaloni mi si arrampicano spontaneamente lungo i fianchi e si fermano sotto le ascelle, assumo immediatamente un'aria arruffata e scomposta, e cambio pure voce. Il Pigiama Giallo tutto può e tutto fa.
Il Gig si accorge della presenza del Pigiama Giallo sul mio corpo anche solo sentendomi al telefono. Basta un mio tono di voce, perchè io col Pigiama Giallo divento una casalinga posseduta dal Demonio, mi incazzo come un bufalo per le minime cose e divento incontenibile. "Ti sei messa di nuovo quel pigiama, eh?", mi chiede il Gig con aria sconsolata, di fronte ai miei deliri telefonici.
E' talmente terrorizzato che da un po', per minacciare il Nano quando scaraventa per terra la sua collezione di dvd, gli dice Guarda che ora arriva la mamma col Pigiama Giallo!, e il Nano poveretto, che ha già capito esattamente come funziona il mondo, aziona la tubatura del piano superiore, sfoggia la sua faccia più terrorizzata, e comincia a recitare la litania Nooo, pizama zallo nooo, palula!

Il Pigiama Giallo è quanto di meglio si riesce a trovare in commercio di questi tempi in fatto di pigiami antierotizzanti e deprimenti. Se volete dare una svolta alla vostra vita troppo piena di amanti e di erotismo, adesso sapete come fare.

Probabilmente è stato disegnato da uno stilista che amava gatti e fiori e taschini e toppine e righe. E il giallo. E infatti ha creato questo pregevole capo di pronto-moda accozzando a caso tutte queste cose: il Pigiama Giallo ha delle toppine applicate, con disegno di gatti e vasi da fiori, scritte in inglese che non si capisce cosa vogliano dire (so sweet is the tender dark night in the forest with the pouring rain, mah. Messaggio in codice?), reca dei fiori in lana sintetica fatti all'uncinetto, ha una miriade di taschini per preservativi, vibratori, attrezzi per succhiar via il moccio dalle nari dei lattanti, fazzoletti di carta, passaporto e carta di identità, patente e libretto. Ci sono scomparti segreti che devo ancora finire di scoprire, roba che Geimsbond se li sogna pure di notte. Se cerco bene, sono sicura che trovo anche la fiala di cianuro da schiacciare tra i denti per sfuggire alle torture degli interrogatori del KGB.
Insomma, è un pigiama pacchiano. Provate ad immaginare tutte le cose che vi ho elencato qua sopra, appiccicate ad una maglia oversize a righe giallo chiaro-giallo scuro, che sovrasta un paio di pantaloni che andrebbero perfetti ad un elefante del Circo Orfei.

Qualcuno si chiederà, giustamente, ma come mai lo hai comprato? Ma allora sei cretina veramente!
Ecco, bella domanda. Non lo so che mi è preso quel giorno.
Io non mi spiego questa cosa.
Sono entrata nel negozio di biancheria per comprarmi un accappatoio nuovo, e sono uscita con le solite pacchettate di tris di mutandoni da anziana signora, e questa scatola contenente il famigerato Pigiama. La prima volta che me lo son messo, mi andava perfetto. La mattina dopo la prima notte di Pigiama Giallo, mi sono macchiata col caffè. Praticamente mi sono rovesciata una tazzina addosso, e pure bollente, mi sono ustionata lo spazio tra le tette e macchiata irrimediabilmente tutto il pigiama. La macchia non se n'è più andata del tutto, ma un'ombra marroncina è rimasta lì a segnalare l'inzio della mia fine di donna pigiamizzata di fresco.
L'ho lavato a 40 gradi con ampia spalmatura di Smoll sulla macchia, l'ho steso al filo, e lui si è trasformato: una volta asciutto, è diventato largo e smollato, ed ha assunto la forma inquietante che ha adesso. Il giallo è diventato smorto, le cuciture hanno ceduto. Uno schifo.

Io non so cosa ci fosse in quel caffè. Forse il Pigiama si è offeso, pensava che data la sua bellezza e il suo valore artistico, forse avrei avuto cura di lui e lo avrei indossato solo per le notti di passione. Forse non avendo abbastanza tono muscolare per strangolarmi nottentempo, ha deciso di abbrutirsi per farmi sentire in colpa. Forse, più subdolamente, ha pensato bene di rendermi inguardabile per rovinare irrimediabilmente quel poco che resta della mia vita sessuale.
Insomma, fatto sta che da quando c'è il Pigiama Giallo, il Gig scappa terrorizzato, il Nano piange, i gatti mi evitano e pure io mi faccio un po' schifo.
Ed io che mi chiedevo come mai dopo la nascita dei figli non si tromba più.

sabato 4 aprile 2009

Viva i cuccioli!

È ormai un fatto accertato.
Il Nano ha dei geni balenghi.
È un Addams, non ci piove.


"Mamma, guadda, ho tovato dei cucccccioli!" mi comunica il Nano, porgendomi orgoglioso una scatola da scarpe.
"Davvero, Nano? Che bravo, fammi vedere"
Apro la scatola, e noto con orrore che ospita una quantità imprecisata di formiche, uno strano insettaccio tipo scarafaggio-cimice, due lumaconi sbavanti ed un enorme ragno.
"Vitto belli, mamma, quetti cucccccioli?"
"Amore santo della mamma, non sono cuccioli, sono insetti ripugnanti e lumaconi sbavosi. Rimettili dove li hai trovati!"
"No, mamma" mi comunica con la lacrima a pelo di ciglia il povero Nano deluso, "tono cuccccccioli belli belli, guadda" ed afferra il ragnone peloso, tentando di appiopparmelo.
"Amore, metti via quel coso."
"Ma è un cuccccciolo!"
Primo tentativo. Approccio scientifico lupiniano.
"Amore, i cuccioli sono gattini, cagnolini, coniglietti. Questi sono insetti e gasteropodi, e a dirla tutta fanno anche abbastanza schifo. Perchè non ridai loro la libertà, lasciandoli in giardino?"
"NO!"
Tento l'approccio psicologico.
"Ma avranno nostalgia della loro mamma! Lasciali tornare a casa!"
Il Nano pare colpito. Mi guarda pensieroso. Ma poi decide.
"NO!"
Approccio coercitivo e minaccioso.
"Lascia andare immediatamente quelle bestiacce, o te ne pentirai!"



Da stasera abbiamo dei nuovi cuccioli in giro per casa.

I lumaconi sono stati riacciuffati per ovvi motivi tecnici, e rispediti in giardino via finestra. Non sono riusciti ad andare lontano.
Ma gli altri cuccioli sono evasi.

Probabilmente il cucciolo peloso con lunghe zampe e quell'altro simil-scarafaggio se la staranno spassando in qualche anfratto, in attesa che la famiglia Lupini vada a letto e diventi facile preda delle loro effusioni notturne dato che i gatti di casa nostra di solito fanno così. Se penso al ragno che viene a farmi la pasta sulla pancia, mi piglia una contentezza, ma una contentezza, che davvero non vedo l'ora di andare a letto, credetemi.

giovedì 5 marzo 2009

Pubblicità progresso

Mamme, sul mercato da oggi c'è un prodotto innovativo ed ecologico per tutte quelle donne stanche di dover ricorrere a mezzi coercitivi per farsi obbedire dai loro pargoli.
Siete stufe di dover rincorrere urlando i vostri bambini tra le corsie del reparto giocattoli dell'Ipermercato, perdendo di credibilità e di savoir faire? Non ne potete più di dover mediare in maniera equilibrata ed assertiva i capricci? Tremate all'idea di incontri mondani a cui i vostri poco rispettosi pargoli dovranno partecipare? Siete sull'orlo di una crisi di nervi perenne?
Bene! Allora sappiate che la moderna scienza pedagogica ha oggi quello che fa per voi, roba da far impallidire la Tata Lucia e strappare vigorose ciuffate di capelli alla Signorina Rottermeier.
Da oggi sul mercato italiano e mondiale un prodotto rivoluzionario alla portata di tutti.
Se siete stanchi degli URLACCI e degli ormai sorpassati ORABASTA, sappiate che da oggi ci sono gli OCCHIACCI!


Sono pratici da portare con se' grazie al minimo ingombro, non consumano batterie e sono totalmente wireless, sono impermeabili e abbastanza resistenti agli urti (la garanzia non copre eventuali cazzotti o gomitate), si possono indossare in maniera molto discreta in tutte le situazioni ed hanno una durata pressochè infinita: è il prodotto definitivo, quello che ogni mamma dovrebbe portare con se'.
Funzionano benissimo con i terrible two, ma anche con i frightening three e con gli aiutoammazzatemi-four, pesano certamente meno di un bazooka da borsetta o di una padella di ghisa per le caldarroste, non hanno bisogno di costosi proiettili e non imbrattano la vostra borsetta di Prada di fuliggine e residui di bruciaticcio.
Gli OCCHIACCI sono disponibili in vari modelli e misure.
Provateli, e vi stupirete della loro efficacia.

OCCHIACCI : ed il pupo è SISTEMATO!

mercoledì 25 febbraio 2009

Sonno, ancora sui rituali. Lo sfiancamento.

Bene.
La favola di Chicco Cacco è totalmente passata di moda.

Lo so, sono monotematica ultimamente, ma a me addormentare il Nano senza la pippa (che è stata riposta definitivamente senza traumi alla soglia dei due anni e mezzo) non mi riesce proprio.
Primo, perchè probabilmente un folletto malefico infila dei pasticconi di anfetamina nel piatto del Nano, col risultato di farlo correre per casa come un cavallo del Palio di Siena, secondo perchè dormire è una perdita di tempo anche per me, quindi capisco perfettamente che sia più interessante per un minorenne il saccheggio sistematico del cassetto delle lampadine nello stanzino.
I tentativi si concentrano più che altro nello sdraiarlo. Non è cosa semplice, il fetente ti illude di essere trapassato ma sul più bello scivola via come un'anguilla, dicendoti sciao, io vado a laborare, e se ne va col librino dei trattori sotto il braccio.
Così, ogni giorno, mi tocca inventarmi qualcosa di nuovo per bloccarlo nel letto. E non è cosa facile, il ragazzo è esigente.

Ma da stasera, ho scoperto il segreto che riduce il Nano ribaldo all'impotenza.
Trattasi di cosa assai semplice ed immediata, alla quale non avevo pensato: l'elenco.
Il potere della noia dell'elenco è una cosa disumana. Fa cascare le braccia a chiunque.
Chi di voi non ha provato a leggere la Bibbia, ed ha rinunciato al capitolo dei Numeri? Vero che fa cascare le braccia anche all'archivista più allenato?
E da stasera, si mette in atto questa strategia, che pare di sicuro successo.

"Amore di mamma, ora ti racconto una storia"
"No, mamma, io ccappo"
"Ma no che non scappi, senti che bella storia che ti racconto:
C'era una volta una lepre ubriacona, che incontrò una volpe ubriacona. E sai cosa fecero? Andarono al bar. E ordinarono un chivas regal, un negroni, un black russian, una caipirinha, una caipiroska, un mojito, un glenfiddich, una pinha colada, un manhattan dry, uno screwdriver, una tequila sunrise, un alexander, un banana daiquiri, un bloody mary, un bellini, un gin fizz, un irish coffee, una super tennents, una leffe, una corona..."

Il Nano non è arrivato neanche ai liquori da donna. E' stato un successone.
E domani sera il Nano ribaldo troverà sul comodino l'elenco telefonico della provincia di Treviso del 2003, che è l'unico che possiedo attualmente per una serie di curiose motivazioni che non starò a scrivere.

Sempre che non sia in coma etilico.

venerdì 20 febbraio 2009

La favola di Chicco Cacco

Ecco una favola allegra e gioiosa, lievemente minacciosa e molto poco montessoriana, che il Nano adora ascoltare.
Solo che raramente arriva al finale: o si è pesantemente addormentato, oppure se n'è già andato a farsi i cavoli suoi.
Comunque la voglio fissare qua per futura memoria, e anche per ispirare tutte quelle mamme che vedono la conquista del vasino e delle funzioni corporali come una cosa ancora lontana all'orizzonte.

Si prega di non leggere, se deboli di stomaco o molto suscettibili.


C'era una volta un bimbo, che si chiamava Chicco Cacco, che si faceva sempre la cacca addosso.
Un giorno la mamma, esasperata dalla spesa mensile per i Pampers, lo minacciò con una padella: "Guarda Chicco Cacco, ora questa storia deve finire: o ti attrezzi e cominci a fare la cacca nel vasino, o altrimenti ti prendo a padellate!"
"No, non se ne parla. La cacca me la faccio addosso, e se mi togli il pannolino non la faccio più!" rispose Chicco Cacco indispettito.
"Guarda, Chicco Cacco" lo avvertì la mamma spazientita, "è molto pericoloso reggere la cacca: ti può scoppiare la pancia!"
"Pfui!" rispose sprezzante il ribaldo Chicco Cacco. "Questo è da vedersi."
Passa un giorno, e Chicco Cacco comincia ad avere un po' di mal di pancia. Diventa tutto rosso e si apparta in un angolino.
Passa un altro giorno, e Chicco Cacco è ancora nel suo angolino, ha la sudarella ed è diventato tutto blu. Non riesce più a giocare, non guarda neanche la televisione, concentrato com'è a reggere la cacca.
Passa un altro giorno, e Chicco Cacco non riesce più a giocare, è tutto sudato ed è diventato di un bel color verde petrolio, gli si annebbia la vista e comincia ad avere le prime visioni.
Allora la mamma, preoccupata, gli dice: "Chicco Cacco, guarda che adesso scoppi! Devi fare la cacca nel vasino, altrimenti rischi davvero di sparpagliarti in mille pezzi nell'etere."
"No, mamma io non v BAAAAAAAM!
Ma Chicco Cacco non fa in tempo a terminare la frase, che gli scoppia la pancia e i suoi pezzi si sparpagliano nell'Universo.

FINE.

lunedì 9 febbraio 2009

Stella stellina

Stella stellina
la notte si avvicina
la mucca traballa
la fiamma è nella stalla

Dormi bambino
che mamma ha bevuto il vino
non si ricorda la filastrocca
ha gente a cena e gli gnocchi in bocca.

Stella stellina
la mucca si avvicina
la mamma si avvinazza
il babbo si imbarazza.
Son cotte le crespelle
son pronte le padelle
l'arrosto è nel forno
manca solo il mio ritorno.

Stella stellona
non puoi fare il cattivo
interrompere la cena
già dall'aperitivo!

Chiudi gli occhietti belli
ho la roba sui fornelli
chiudi gli occhietti santi
a quest'ora già dormono tutti i lattanti.

Stella stellina
la notte si avvicina
non ti do il camioncino
non ti gonfio un palloncino
non si salta nella vasca
non si fruga in questa tasca
non arriva Babbo Natale
non si gioca col guanciale
non si mangia la cioccolata
ora ti do una martellata.

Ogni scusa è quella buona
oggi mamma non perdona
dormi bene piccolino
vado a bermi il mio quartino
questa sera tu ti arrangi
non importa se poi piangi.

Tu fai pure il tuo teatrino
non mi incanti signorino
tu fai pure la tua danza
tanto son nell'altra stanza
fai il burlesque, fai il vaudeville
Io ti lascio ad Estivill