martedì 10 luglio 2007

Mai dare per scontato niente, coi Lupini.

Drin drin, suona il Lupinofono a Villa Lupina, risponde il Gig.

"Pronto, Lupino?" è la Lupi, in giro per il paese col Nano, "dovresti fare una cosa per me."
"Dimmi"
"Hai presente la vaporiera?"
"Sì"
"Dovresti prenderla e collegarla alla corrente"
"Ok. Poi?"
"Prendi il filtro e lo monti. Ci sei?"
"Sì"
"Riempi l'apposito vano di acqua minerale"
"Va bene"
"Poi monti il cestello, ne basta uno. Poi apri il frigo e togli una zucchina dal cassetto in basso. Anzi, due."
"Va bene. Poi?"
"Poi le prendi, le lavi sotto l'acqua corrente e le metti nel cestello della vaporiera. Tutto chiaro? Hai capito bene?"
"Tranquilla, tutto chiaro."


Menomale che ho un maritino attento e preciso. Me la posso prendere comoda in giro per i negozi del centro, cercare quello che mi serve e attardarmi nelle scemenze come mi piace fare. Tanto la cena del Nano la prepara il Babbo.

"Lupino, ma non hai acceso la vaporiera!"
"Ma tu QUELLO non me l'hai detto!"


Ha ragione. Non gliel'ho detto.

domenica 8 luglio 2007

E' domenica. Si prega di lasciare il cervello a casa.

Domenica. Apertura dei gabbioni alle ore 10.00.
Nonostante io sia la comandona, addetta al backstage in quanto antipatica ed impresentabile al pubblico, qualche volta mi tocca fare le veci di qualche collega impossibilitata e beccarmi qualche bel bagno di folla. Quando mi dicono "Lupina vai tu" di solito mi arrabbio interiormente senza darlo troppo a vedere, ma in genere tiro a campare consapevole del fatto che a fine giornata mi sarò accaparrata un bel numero di perle.

Bambina vestita completamente di rosa: "Ciao signora, c'è l'animazione oggi?"
Lupina: "Certo, cara"
Bambina vestita completamente di rosa: "Ma la fanno l'ACQUARANA?"
Lupina: "Sì, tesoro, ma tu sei troppo piccola per partecipare (NdL: L'ACQUARUN è un percorso gonfiabile da piscina, su cui correre senza aprirsi un ginocchio è considerato indice di parentela stretta con qualche divinità)"
Bambina vestita completamente di rosa: "E l'ACQUARAGIA c'è?"
Lupina: "Bambina vestita di rosa, l'Acquaragia non è un gioco, è una roba per diluire la vernice" (E ora togliti di mezzo, che ciò da lavorà)
Bambina vestita completamente di rosa: "Non è quel gioco che ci si corre sopra?"
Lupina: "No, tesoro. Quello è l'Acquarun"
Bambina vestita completamente di rosa: "Uffa, e allora vaffanculo!"

Uomo molto pallido bussa alla mia porta (nonostante ci sia cartello con scritto "suonare", ma vabbè), toc toc.
Lupina (scocciata): "Sìììì?"
Uomo molto pallido: "Signora, mi sento male"
Lupina: "Come, male (e qui scatta il dr. House che è in me)?"
Uomo molto pallido: "Sì, mi viene da rimettere e sono pure svenuto, ed ho un dolore pazzesco allo stomaco" (devo dire che per un attimo ammiro la sua resistenza al dolore, ha un modo di descrivere i sintomi davvero elegante.)
Lupina: "Ma ha per caso mangiato e fatto il bagno in piscina?"
Uomo molto pallido, visibilmente sorpreso: "Ma sì! Come lo sa?"
Lupina: "Ma non glielo diceva, sua madre, quando lei era piccolo, di aspettare tre ore prima di fare il bagno?"
Uomo molto pallido: "Ma io pensavo che fosse una di quelle cose che dicono le mamme per non far allontanare i bimbi dopo pranzo..."
Lupina: "... Le chiamo immediatamente un'ambulanza".

Omino grasso: "Ma senta un po', se uno entra nel parco può uscire o deve restare dentro?"
Lupina: "Secondo lei?"
Omino grasso, confuso: "Mah, non so... deve restare dentro?"
Lupina, acida: "Risposta sbagliata!"

Donnina di Firenze sui 70: "Ma si può portare il mangiare da casa"
Lupina, pensando che la Donnina di Firenze comprendesse lo humor: "No, passa uno dei nostri addetti e requisisce tutti i generi alimentari"
Donnina di Firenze, rassegnata: "Allora questi panini li lascio a lei"

L'ultima, la mia preferita.

Ragazzo tatuato male: "Senta, si può fare il bagno in costume?"
Lupina: "Certo. Si deve fare col costume"
Ragazzo tatuato male: "E senza costume?"
Lupina, alzando gli occhi da Donna Moderna: "Senza costume, no"
Ragazzo tatuato male: "E con le mutande?"
Lupina: "Scusa, ma il costume ce l'hai?"
Ragazzo tatuato male: "Sì. Era solo una domanda, così..."

venerdì 6 luglio 2007

Nonni on the beach

I nonni materni, ovvero i miei genitori, sono finalmente partiti per le vacanze.
Nonna Ansia e Nonno Alzeimer andranno a spargere terrore e raccapriccio sulle coste elbane, là dove sorge indisturbata Villa Lupina II.
La mia gioia di essermeli levati dalle palle è offuscata soltanto dalla presenza degli altri due nonni, gli Adorati, che non accennano a muoversi da casa, ma vabbè, qualcuno dovrà pur tenerci il Nano.
Adesso mi aspettano due settimane senza strilli isterici "Ilbimbohaunocchiorossooooooo, lavaglilafacciaaaaaaaaaa, ilbimbohamangiatounbrucopelosoooooo...", senza il Nonno che mi parla per un'ora di come abbiamo sistemato bene certe cose in negozio (oops, ma quella col negozio non sei tu, ma tua sorella!).
Due settimane soli. Il Nano, il Gig-Lupino, ed io. E tutti gli animaletti (6 gatti ed un cane).

Ah! Che goduria!

giovedì 5 luglio 2007

Muggiti misteriosi infestano l'aria.

E' da due giorni che sento uno strano muggire. Sembra che qualcuno abbia nascosto uno di quei giocattoli di una volta, quei cilindretti di cartone che una volta rovesciati emettevano il verso di un animale.
A parte la strana connessione telepatica con questo post, in cui si parla però di cubi multiattività e non di animali misteriosi, il sospetto che ci sia un qualcosa di strano a Villa Lupina è diventato qualcosa di sempre più concreto col passare delle ore.
I muggiti ci hanno sorpresi e congelati in svariati momenti della nostra vita: cambiando il Nano caccoso, mentre eravamo svaccati in posizione regolamentare-ognuno sul proprio divano, in piena notte, in procinto di chiudere casa con chiavi già in mano. Dopo ognuno di questi fotogrammi, è seguita una frenetica caccia al tesoro dentro gli armadi, nelle cassepanche, in mezzo ai cuscini dei divani, con l'unico risultato di recuperare alcuni stecchi di ghiacciolo nascosti negli interstizi dei braccioli ed una stringa di scarpa marrone la cui provenienza si ignora, non possedendo alcuna scarpa marrone ne' io ne' il Gig, e comunque stranamente corta.
Stamattina è venuta la Santa Tamara a pulire, ed anche a lei ho raccomandato la massima accortezza: va stanata la mucca misteriosa.

A casa Lupina è alquanto strano udire il muggito di una mucca, nonostante si trovi in aperta campagna. E' molto più normale sentire il rombo del casuario, oppure le scimmie urlatrici, o gli strilli di una iena in calore. Sì, perchè quasi confinante con l'oliveta lupina, c'è un bioparco stracolmo di bestie esotiche. Ne' io ne' il Gig, entrambi di chiaro stampo animalista, vediamo di buon occhio questa cosa, ma ci dobbiamo attaccare al tram: il proprietario ha tutti i permessi ed i certificati di questo mondo, purtroppo, e gli animali sono regolarmente denunciati. Per la legge italiana, li può tenere.
La mucca, capirete, anche se qui siamo in ambiente agreste e bucolico, è bestia più esotica del parrocchetto dal ciuffo giallo. Nessuno si sognerebbe di tenere una mucca, in questo agglomerato di casette ristrutturate-con-travi-a-vista, in questo villaggio sono una minoranza persino quelli che hanno il gatto.
La mucca, dopo debiti ragionamenti, deve per forza essere un giocattolo del Nano sfuggito al controllo, le cui pile impazzite fanno sì che si animi di sacro fuoco vitale e cominci a muggire.

Oggi pomeriggio, la svolta. Mentre scuoto la tovaglia dalla finestra, noto qualcosa di strano nel riflesso della finestra del bagno dei vicini di casa. Sono gente eccentrica, non hanno il riscaldamento "perchè dà noia", vivono in 2 in più di 400 metri quadri di cascinale ed hanno un cane che spadroneggia pretendendo di mangiare a tavola, e che morde tutti senza distinzione di casta, di sesso o di età (adorabile creatura!). Hanno anche delle galline alle quali chiedono scusa prima di tirare il collo, con le quali condividono la cucina ed il soggiorno della loro casa, e che il cagnaccio tenta continuamente di azzannare.
Mi sembra di vedere come delle corna, spuntare dalla finestrina del cesso.

Abbiamo preso una mucca, perchè ci siamo rotti di andare a comprare il latte tutte le mattina.

Fine della ricerca.

martedì 3 luglio 2007

Finalmente arriva la colf!

Arriva un bimbetto dell'età apparente di una decina di anni alla reception del parco di divertimenti in cui lavoro, trafelatissimo.

"Mi sono perso".
Oh, povero tesoro. "Con chi sei?"
"Con un gruppo"
"Con una parrocchia?"
"Non lo so".
"Con una scuola"
"Non lo so"

"Con le suore?"
"Ma quando sei arrivato?" cerco di indagare.
"Prima"
"Ma prima quando?"
"Stamani".
"Non ti ricordi il nome del tuo gruppo? Il nome di un animatore?"

"No. C'era una signora bionda." indicando me :"tu mi hai guardato prima e mi hai detto un numero".
E certo, ciccio, siete entrati in 460 coi gruppi, tra le mie mansioni ho quella di contarvi quando entrate. Certo, io sono uonderuoman e mi ricordo di tutti.
"So il numero di telefono della mia mamma. La posso chiamare?"
La chiama, ma risponde un tizio con voce da orco ed accento pugliese, che ovviamente non è la mamma di questo bimbetto e tantomeno l'amante della mamma stessa.
Il bimbetto si sente perso, e si mette a frignare. Gli do un gelato aziendale, un croccantino sammontana(l'ufficio è invaso dal croccantino sammontana, il gelato meno venduto d'Italia, ma è il nostro sponsor e gli dobbiamo deferente rispetto) e lui si mette a leccarlo tra i singhiozzi, seduto sul gradino della porta dell'ufficio.

Ho chiamato al microfono tutti gli animatori di tutti i gruppi presenti al parco stamattina. Questo bimbetto è ancora qua, che lecca il gelato e mi guarda speranzoso.

Ho deciso che per le tre, se è ancora qui, me lo porto a casa e gli insegno un po' di economia domestica.

Evviva! Finalmente è finito il tempo delle case luride e dei letti sfatti! E' arrivato Leonardo!

lunedì 2 luglio 2007

Il Nano parla (solo se torturato)

La prima parola del Nano mi ha sorpreso, colpendomi alla nuca come una sassata.
Era in piedi nel lettino, e già singhiozzava il preludio alla sua sinfonia di morte, quando tra i veli della zanzariera è scivolato fuori un

MAMMMAMMAMMMAMMAMMMMAMMAMMMAMA

Io, che non lo cacavo per un'ottima ragione (stavo rifacendo il letto), mi volto sorpresa. Sarà un caso?
Il Nano, a quel punto, vedendosi considerato, riprende il suo canto di disperazione:
MMMAMMAMAMMMAMMAMMAMMA

stavolta con un'enfasi maggiore, leggendo sul mio viso la sorpresa: il giorno precedente, in un negozio di articoli per l'infanzia, ho incontrato una mamma con la sua Nana, nostri compagni di corso di nuoto per nani durante l'inverno. Io la tipa la consideravo un po' una psicopatica, perchè sosteneva che la sua bimba a 3 mesi sapeva parlare. Sì, vabbè, dai, penso io. La Nana intanto tentava approcci, ai quali il Nano rispondeva prima facendo il labbrino, poi scoppiando in pianto disperato. Ad un certo punto, l' enfant-prodige si volta verso la mamma e con aria interrogativa le fa: "Mamma, tato dadda?" E la mamma :"Sì, amore, piange". Io rimango senza parole. La Nana maligna rincara la dose:
"Mamma, tato pappa dadda?". "No, amore, non vuole la pappa: si è spaventato" (perchè è un po' coglione, tesoro, aggiungo mentalmente io).
Non solo la Nana parla ed è abbastanza comprensibile, ha pure 5 mesi soltanto.

Sono tornata a casa guardando il mio Nano con occhio diverso. Perchè i Nani degli altri a 5 mesi sono già supereroi mentre il mio il gioco più intelligente che sa fare è battersi in testa un martello di plastica?

Ma per fortuna, il Dio delle piccole cose è giunto in mio soccorso, donando al Nano la facoltà di parlare. Solo quando è in procinto di piangere, ma per lo meno è già qualcosa. Mi avvicino a lui commossa, lo sollevo tra le braccia e sono pronta mentalmente ad una di quelle scene strappalacrime che di solito non apprezzo un granchè, quando il Nano si volta verso la zanzariera, la afferra e la stringe a sè socchiudendo gli occhi, mormorando "MMMAMMMA" .

Credo che dovrò consultare un bravo psichiatra infantile.

domenica 1 luglio 2007

Del perchè mi chiamo così

Quando ero piccina, ero sorella di una Barbiemaniaca. Essere sorella di una roba del genere portava come conseguenza non avere alternative al colore rosa. Varcare la soglia della sua camera significava entrare in un mondo fatato fatto di ascensori, villini in plastica a due piani, accessori di bellezza, armadi pieni di abitini fru-fru. Mia sorella amava le Barbie, e ne aveva 24. Anche le 24 zoccole amavano lei, però, fatto sta che sono sopravvissute all'eccidio di massa dei giocattoli ed ora vivono in uno scatolone da qualche parte in soffitta, mentre gli altri giocattoli sono stati ammazzati da un taumaturgico falò.
Ognuna di loro aveva un armadio personale, con i propri abiti ed una caterva di accessori, ed erano tutte parte di un albero genealogico in cui il ramo maschile pareva essere stato decimato da una strana epidemia dei testicoli. I ken infatti erano una sparuta minoranza, vivevano in una casa di cartone ed era loro preclusa qualsiasi visita nel gineceo. Oltretutto, non avevano vestiti se non quelli con cui erano stati comprati, dormivano ammassati in un lettino da bambole e non avevano scarpe. Erano dei poveri sfigati.
Io pensavo che ero stata ben sfortunata ad avere una sorella così, con la quale i problemi di comunicazioni erano ben evidenti, ma mi consolava vedere che le sorelle delle altre avevano i Minipony, e quindi non mi era andata poi così male.
Io avevo solo due Barbie, e non ci giocavo praticamente mai. Una si chiamava Cazza, dal nome che a due anni detti alla mia prima Barbie, la Barbie Ballerina. In realtà non era proprio un nome, io Barbie non lo sapevo dire. Sapevo dire un sacco di cose, tra cui cazza (che era una parola che al maschile faceva imbestialire tutte le mie nonne e bisnonne), ed avevo deciso che si sarebbe chiamata così.
L'altra era una stangona coi capelli fino al sedere, Barbie Segreti-di-Bellezza, ed aveva le braccia piegate a 90 gradi. Era una barbie molto evoluta, infatti schiacciando un tasto sulla schiena muoveva entrambe le braccia, e con un po' di accortezza riuscivo anche a farle fare il gesto dell'ombrello. Si chiamava Lupina Stavoriski, ed era una barbie aviatrice. Volava su un aereo di plastica gialla, che avevo trovato nell'uovo di pasqua, e faceva il culo a tutti quanti, anche ai ken di mia sorella, ai quali dedicava dei gestuali vaffanculo dall'alto dei cieli.
Faceva un culo così anche a quei nani dei bigjim di mia cugina Ele, anche se avevano la jeep ed un elicottero con le pale che giravano veramente.
Quando mi sono iscritta sul mio primo forum, ero in forte dubbio su quale nick scegliere tra i due. Ero affezionata ad entrambe le barbie, anche se Cazza era un po' più rammollita, con quella coroncina dorata in testa.

Per evidenti motivi di netiquette ho dovuto optare per il secondo.