venerdì 20 febbraio 2009

La favola di Chicco Cacco

Ecco una favola allegra e gioiosa, lievemente minacciosa e molto poco montessoriana, che il Nano adora ascoltare.
Solo che raramente arriva al finale: o si è pesantemente addormentato, oppure se n'è già andato a farsi i cavoli suoi.
Comunque la voglio fissare qua per futura memoria, e anche per ispirare tutte quelle mamme che vedono la conquista del vasino e delle funzioni corporali come una cosa ancora lontana all'orizzonte.

Si prega di non leggere, se deboli di stomaco o molto suscettibili.


C'era una volta un bimbo, che si chiamava Chicco Cacco, che si faceva sempre la cacca addosso.
Un giorno la mamma, esasperata dalla spesa mensile per i Pampers, lo minacciò con una padella: "Guarda Chicco Cacco, ora questa storia deve finire: o ti attrezzi e cominci a fare la cacca nel vasino, o altrimenti ti prendo a padellate!"
"No, non se ne parla. La cacca me la faccio addosso, e se mi togli il pannolino non la faccio più!" rispose Chicco Cacco indispettito.
"Guarda, Chicco Cacco" lo avvertì la mamma spazientita, "è molto pericoloso reggere la cacca: ti può scoppiare la pancia!"
"Pfui!" rispose sprezzante il ribaldo Chicco Cacco. "Questo è da vedersi."
Passa un giorno, e Chicco Cacco comincia ad avere un po' di mal di pancia. Diventa tutto rosso e si apparta in un angolino.
Passa un altro giorno, e Chicco Cacco è ancora nel suo angolino, ha la sudarella ed è diventato tutto blu. Non riesce più a giocare, non guarda neanche la televisione, concentrato com'è a reggere la cacca.
Passa un altro giorno, e Chicco Cacco non riesce più a giocare, è tutto sudato ed è diventato di un bel color verde petrolio, gli si annebbia la vista e comincia ad avere le prime visioni.
Allora la mamma, preoccupata, gli dice: "Chicco Cacco, guarda che adesso scoppi! Devi fare la cacca nel vasino, altrimenti rischi davvero di sparpagliarti in mille pezzi nell'etere."
"No, mamma io non v BAAAAAAAM!
Ma Chicco Cacco non fa in tempo a terminare la frase, che gli scoppia la pancia e i suoi pezzi si sparpagliano nell'Universo.

FINE.

11 commenti:

Carla ha detto...

No, non dirmi che tu racconti questa favola al Nano!?!?!?!
Beh, se gli piace comincia bene la sua vita da spettatore: se adora lo splatter....... io mi preoccuperei, ma sono abituata al mio nano che per qualsiasi fesseria si copre gli occhi con le mani lasciando lo spazio tra le dita.

vebroske ha detto...

Son passata di qui per caso... o come tu'sei ganza anche te! Ultimamente trovo un monte di mamme ganzissime! Ti linko subito, guarda, posso?
Per quanto riguarda il post:
Beh, se avessi raccontato questa storia alla mia "grande" (4 anni), credo che sarebbe svenuta...
Per fortuna con lei il problema è superato.
Vediamo con l'altra belva che succede.

Anonimo ha detto...

Effettivamente molto poco montessoriana (eheheh!)
Biba

Anonimo ha detto...

Beh, pensavo lupinescamente peggio ;)
Leela

slim ha detto...

sei un genio.

Marcella e Massimo ha detto...

qualcosa di analogo lo raccontiamo anche noi quando tarda a "produrre".... :-))))

Marcella e Massimo ha detto...

qualcosa di analogo lo raccontiamo anche noi quando tarda a "produrre".... :-))))

sobritish.splinder.com ha detto...

procedo subito a introdurre chicco cacco alla nana. Secondo me sul finale si sbellica da matti! :)

Giuseppe Alessandro Valerio ha detto...

Sei un genio del male.

http://rondelle.blogspot.com

Anonimo ha detto...

Adesso ti racconto la storia del gigante Caccone.

C'era un gigante, piuttosto gentile invero seppur non proprio educatissimo, a cui scappava la cacca.
Detto fatto si accovacciò in mezzo alla via, si abbassò le braghe (che i giganti le mutande non le portano mica) e si accinse a fare la cacca in mezzo alla pubblica via.
"No ti prego!" supplicarono gli abitanti del villaggio "se farai la cacca qui tutto il paese verrà sommerso di cacca e noi dovremo andarcene di qui.."
Il gigante caccone si alzò, sollevò le braghe e se ne andò nel bosco a fare la cacca.
"No ti prego - supplicarono gli animali del bosco- se farai qui tutta la tua cacca gli albero moriranno e il bosco verrà distrutto!"
Il gigante se ne andò anche da lì e camminò fino al lago dove si accinse a svuotare finalmente l'intestino. Ma all'improvviso i pesciolini del lago cominciarono a saltare dall'acqua pregandolo di non cagare neanchè lì perchè li avrebbe condannati a morte sicura.
Allora il gigante Caccone si alzò e camminò e camminò finchè arrivò in un posto dove non c'era assolutamente NIENTE.
E lì finalmente potè fare una MONTAGNA di cacca. E soddisfatto se ne andò.
Passarono gli anni e i mesi e sulla montagna crebbero alberi e prati.
Un giornò passò di lì un signore che cercava il petrolio. Trivella che ti trivella all'improvviso sgorgò un fiotto di liquido nerastro e puzzolente.
Il signore, convinto di essere diventato milionario, mandò un campioncino di "petrolio" ad anaizzare e dopo qualche giorno giunse l'amaro responso:
"mi dispiace caro signore ma quello che lei pensava fosse petrolio è in realtà CACCA DI GIGANTE!"
Da allora il monte è chiamato Monte Caccone.

Ti piace?
Ai miei figli piace molto
Marianna

Anonimo ha detto...

scusami ma fa schifo