giovedì 5 marzo 2009

Pubblicità progresso

Mamme, sul mercato da oggi c'è un prodotto innovativo ed ecologico per tutte quelle donne stanche di dover ricorrere a mezzi coercitivi per farsi obbedire dai loro pargoli.
Siete stufe di dover rincorrere urlando i vostri bambini tra le corsie del reparto giocattoli dell'Ipermercato, perdendo di credibilità e di savoir faire? Non ne potete più di dover mediare in maniera equilibrata ed assertiva i capricci? Tremate all'idea di incontri mondani a cui i vostri poco rispettosi pargoli dovranno partecipare? Siete sull'orlo di una crisi di nervi perenne?
Bene! Allora sappiate che la moderna scienza pedagogica ha oggi quello che fa per voi, roba da far impallidire la Tata Lucia e strappare vigorose ciuffate di capelli alla Signorina Rottermeier.
Da oggi sul mercato italiano e mondiale un prodotto rivoluzionario alla portata di tutti.
Se siete stanchi degli URLACCI e degli ormai sorpassati ORABASTA, sappiate che da oggi ci sono gli OCCHIACCI!


Sono pratici da portare con se' grazie al minimo ingombro, non consumano batterie e sono totalmente wireless, sono impermeabili e abbastanza resistenti agli urti (la garanzia non copre eventuali cazzotti o gomitate), si possono indossare in maniera molto discreta in tutte le situazioni ed hanno una durata pressochè infinita: è il prodotto definitivo, quello che ogni mamma dovrebbe portare con se'.
Funzionano benissimo con i terrible two, ma anche con i frightening three e con gli aiutoammazzatemi-four, pesano certamente meno di un bazooka da borsetta o di una padella di ghisa per le caldarroste, non hanno bisogno di costosi proiettili e non imbrattano la vostra borsetta di Prada di fuliggine e residui di bruciaticcio.
Gli OCCHIACCI sono disponibili in vari modelli e misure.
Provateli, e vi stupirete della loro efficacia.

OCCHIACCI : ed il pupo è SISTEMATO!

mercoledì 25 febbraio 2009

Sonno, ancora sui rituali. Lo sfiancamento.

Bene.
La favola di Chicco Cacco è totalmente passata di moda.

Lo so, sono monotematica ultimamente, ma a me addormentare il Nano senza la pippa (che è stata riposta definitivamente senza traumi alla soglia dei due anni e mezzo) non mi riesce proprio.
Primo, perchè probabilmente un folletto malefico infila dei pasticconi di anfetamina nel piatto del Nano, col risultato di farlo correre per casa come un cavallo del Palio di Siena, secondo perchè dormire è una perdita di tempo anche per me, quindi capisco perfettamente che sia più interessante per un minorenne il saccheggio sistematico del cassetto delle lampadine nello stanzino.
I tentativi si concentrano più che altro nello sdraiarlo. Non è cosa semplice, il fetente ti illude di essere trapassato ma sul più bello scivola via come un'anguilla, dicendoti sciao, io vado a laborare, e se ne va col librino dei trattori sotto il braccio.
Così, ogni giorno, mi tocca inventarmi qualcosa di nuovo per bloccarlo nel letto. E non è cosa facile, il ragazzo è esigente.

Ma da stasera, ho scoperto il segreto che riduce il Nano ribaldo all'impotenza.
Trattasi di cosa assai semplice ed immediata, alla quale non avevo pensato: l'elenco.
Il potere della noia dell'elenco è una cosa disumana. Fa cascare le braccia a chiunque.
Chi di voi non ha provato a leggere la Bibbia, ed ha rinunciato al capitolo dei Numeri? Vero che fa cascare le braccia anche all'archivista più allenato?
E da stasera, si mette in atto questa strategia, che pare di sicuro successo.

"Amore di mamma, ora ti racconto una storia"
"No, mamma, io ccappo"
"Ma no che non scappi, senti che bella storia che ti racconto:
C'era una volta una lepre ubriacona, che incontrò una volpe ubriacona. E sai cosa fecero? Andarono al bar. E ordinarono un chivas regal, un negroni, un black russian, una caipirinha, una caipiroska, un mojito, un glenfiddich, una pinha colada, un manhattan dry, uno screwdriver, una tequila sunrise, un alexander, un banana daiquiri, un bloody mary, un bellini, un gin fizz, un irish coffee, una super tennents, una leffe, una corona..."

Il Nano non è arrivato neanche ai liquori da donna. E' stato un successone.
E domani sera il Nano ribaldo troverà sul comodino l'elenco telefonico della provincia di Treviso del 2003, che è l'unico che possiedo attualmente per una serie di curiose motivazioni che non starò a scrivere.

Sempre che non sia in coma etilico.

venerdì 20 febbraio 2009

La favola di Chicco Cacco

Ecco una favola allegra e gioiosa, lievemente minacciosa e molto poco montessoriana, che il Nano adora ascoltare.
Solo che raramente arriva al finale: o si è pesantemente addormentato, oppure se n'è già andato a farsi i cavoli suoi.
Comunque la voglio fissare qua per futura memoria, e anche per ispirare tutte quelle mamme che vedono la conquista del vasino e delle funzioni corporali come una cosa ancora lontana all'orizzonte.

Si prega di non leggere, se deboli di stomaco o molto suscettibili.


C'era una volta un bimbo, che si chiamava Chicco Cacco, che si faceva sempre la cacca addosso.
Un giorno la mamma, esasperata dalla spesa mensile per i Pampers, lo minacciò con una padella: "Guarda Chicco Cacco, ora questa storia deve finire: o ti attrezzi e cominci a fare la cacca nel vasino, o altrimenti ti prendo a padellate!"
"No, non se ne parla. La cacca me la faccio addosso, e se mi togli il pannolino non la faccio più!" rispose Chicco Cacco indispettito.
"Guarda, Chicco Cacco" lo avvertì la mamma spazientita, "è molto pericoloso reggere la cacca: ti può scoppiare la pancia!"
"Pfui!" rispose sprezzante il ribaldo Chicco Cacco. "Questo è da vedersi."
Passa un giorno, e Chicco Cacco comincia ad avere un po' di mal di pancia. Diventa tutto rosso e si apparta in un angolino.
Passa un altro giorno, e Chicco Cacco è ancora nel suo angolino, ha la sudarella ed è diventato tutto blu. Non riesce più a giocare, non guarda neanche la televisione, concentrato com'è a reggere la cacca.
Passa un altro giorno, e Chicco Cacco non riesce più a giocare, è tutto sudato ed è diventato di un bel color verde petrolio, gli si annebbia la vista e comincia ad avere le prime visioni.
Allora la mamma, preoccupata, gli dice: "Chicco Cacco, guarda che adesso scoppi! Devi fare la cacca nel vasino, altrimenti rischi davvero di sparpagliarti in mille pezzi nell'etere."
"No, mamma io non v BAAAAAAAM!
Ma Chicco Cacco non fa in tempo a terminare la frase, che gli scoppia la pancia e i suoi pezzi si sparpagliano nell'Universo.

FINE.

lunedì 9 febbraio 2009

Stella stellina

Stella stellina
la notte si avvicina
la mucca traballa
la fiamma è nella stalla

Dormi bambino
che mamma ha bevuto il vino
non si ricorda la filastrocca
ha gente a cena e gli gnocchi in bocca.

Stella stellina
la mucca si avvicina
la mamma si avvinazza
il babbo si imbarazza.
Son cotte le crespelle
son pronte le padelle
l'arrosto è nel forno
manca solo il mio ritorno.

Stella stellona
non puoi fare il cattivo
interrompere la cena
già dall'aperitivo!

Chiudi gli occhietti belli
ho la roba sui fornelli
chiudi gli occhietti santi
a quest'ora già dormono tutti i lattanti.

Stella stellina
la notte si avvicina
non ti do il camioncino
non ti gonfio un palloncino
non si salta nella vasca
non si fruga in questa tasca
non arriva Babbo Natale
non si gioca col guanciale
non si mangia la cioccolata
ora ti do una martellata.

Ogni scusa è quella buona
oggi mamma non perdona
dormi bene piccolino
vado a bermi il mio quartino
questa sera tu ti arrangi
non importa se poi piangi.

Tu fai pure il tuo teatrino
non mi incanti signorino
tu fai pure la tua danza
tanto son nell'altra stanza
fai il burlesque, fai il vaudeville
Io ti lascio ad Estivill

giovedì 29 gennaio 2009

L'aiutante di Straccioman

E' da una settimana che Straccioman sparge quasi invano i suoi batteri spaziali su di noi. Tutto avvolto nel potere del pile, è diventato intoccabile per le botte di scossa elettrica che dà e si medita di utilizzarlo come fornelletto ammazza-zanzare la prossima estate, così finalmente si riesce a cenare sul terrazzo in santa pace. Le mitiche ciabatte Sleddog, foderate di un pile che non ce l'hanno nemmeno nei paesi artici, sono state sostituite da un paio nuovo, recante la scritta University De Fonseca. Che se sapevo che esisteva, mi iscrivevo lì invece che a Pisa, davo una bella tesi sulla fenomenologia della ciabatta, e magari a quest'ora avevo anch'io il mio bel posto fisso in una grande azienda al servizio del consumatore.

Il Gig ha scoperto un nuovo hobby. Non bastavano i Carcass e i Napalm Death a far casino in questa casa.
Adesso va di moda la tosse. E mica una tosse normale.
Sembra di essere in un rifugio per cani, nel quale è stato introdotto un gatto che continua a passare e ripassare davanti alle gabbie.

La carbocisteina di cui si irrora copiosamente gli fa un baffo. Son giorni che non riesce a mangiare, un po' perchè sputa tutto e non riesce ad inghiottire, un po' perchè ci sono i cavolini di Bruxelles in offerta alla Coop e diciamo che mi sono fatta un po' prendere la mano, tanto che quando si apre il frigo in casa nostra bisogna far attenzione alla roba che rotola giù e sparisce sotto i mobili, dove resterà anni a mummificare.
Straccioman è un supereroe strano, ma ne ho già parlato in abbondanza in passato. Ma quello che non ho detto, è che come il più celebre Bat Man, anche Straccioman ha un aiutante, come il famoso Robin: è di media altezza, ha i capelli bianchi, gli occhiali ed un bel pancione. Ma chi è? chiederete voi, Babbo Natale? Perchè in effetti dalla descrizione potrebbe pure sembrare.
E invece no. E' un pensionato dell'Enel.
E' Nonno Asl.

Nonno Asl ci fa visita quotidianamente per farci il riassunto della puntata di Elisir sulla tubercolosi e sul broncospasmo che ha videoregistrato e che si riguarda ogni tanto, per ripassare l'argomento Affezioni gravi delle vie respiratorie. E ci informa molto gentilmente che stiamo per morire, che il nostro destino è segnato, che dobbiamo prendere lo sciroppo.
Che il nostro medico curante è un caprone, perchè non ci prescrive mai nulla, e ci lascia rantolare così, come cani, senza neanche il conforto di un miserabile antibiotico.
E ci porta le medicine di sua iniziativa. E ci consiglia una serie di ottimi rimedi: sciroppo di rape confezionato dalle sante manine di nonna Mimetica (oops, scivolato per disgrazia nella spazzatura, acciderba, come è potuto accadere?), sciroppi per la tosse di svariate qualità e dimensioni e colori, che adornano in maniera raffinata ed elegante l'armadietto dei medicinali. E quasi quasi mi dispiace che sia tutto rinchiuso lì dentro.
Però a pensarci bene l'aiutante del Gig non è proprio un vero aiutante, perchè un aiutante serio non teme così tanto il contagio, ma si lancia nelle fiamme per portare soccorso al suo compagno Straccioman.
Invece Nonno Asl ha una fifa blu di ammalarsi. Come percepisce la classica goccia al naso, corre a mostrare le terga ad un infermiere e si fa sforacchiare le chiappe per evitare di prendersi l'influenza, e in questi giorni ci viene a trovare ma non osa varcare la soglia, spingendo le medicine che così amorevolmente ci compra attraverso la soglia di casa col piede o con il manico della scopa per spazzare il terrazzo.

E comunque, Nonno Asl è convinto che col nostro comportamento disgraziato faremo morire il Nano. Non lo curiamo abbastanza, ha sempre il moccio al naso ed un rantolo da far spavento. E attenzione, che la sua nonna ha avuto la tosse da piccola, non si è curata ed è morta novantaseienne con questa tossaccia che l'ha tormentata tutta la vita.
Novantaseienne.
Mah.

sabato 24 gennaio 2009

Marcello

Stasera i rituali della nanna ci hanno traditi. E Chicco Cacco no, e stella stellina no, e le canzoni no, e la storia del cane Tippe no, e nemmeno Ernestino Rompitutto. Niente, non c'è stato verso.
Ad un certo punto me lo sono ritrovato al bordo del letto con una frusta di acciaio per sbattere le frittate, e la brandiva a mo' di clava tentando di centrarmi la testa.
"Eh no, caro mio", gli ho detto caricandomelo sotto l'ascella come una baguette, "ora si va a letto a fare la nanna", e l'ho trascinato molto estivillianamente in camera da letto.
Ho tentato di convincerlo sfruttando il principio dell'emulazione: siamo tutti a letto, tutti quanti. Adesso anche tu devi dormire. Concetto semplice.
"Chi è a letto?" si informa il Nano malfidato.
"Babbo Gig è a letto (ammalato). Nonna Ansia e Nonno Alzheimer sono a letto (in realtà sono al ristorante, ma perchè dirglielo?). Zia Magui e Zio Shibode sono a letto (non è vero, sono in giro a godersi gli ultimi respiri di vita da DINK), Nonno Asl e Nonna Mimetica sono a letto. Come vedi, siamo tutti a letto."
"Acche zia Babbi?"
"Anche zia Babbi." confermo io.
" E zio Caota?"
"Anche zio Carota."

"... e MARCELLO?"
Marcello? E chi cazzo lo conosce?

domenica 18 gennaio 2009

I rituali della nanna

Non c'è niente da fare, per crescere sani, forti e cazzuti occorrono dei rituali, specie al momento del trapasso nel regno di Morfeo, cosa che tutte le mamme moderne ed abbonate a Essere mamma oggi sanno benissimo.
Da un po' di tempo abbiamo anche noi i nostri rituali della buonanotte, come insegna il buon Estivill, amorevole medico senza figli e totalmente digiuno di come li si allevi. E noi gli crediamo ciecamente.

Il raggiungimento dell'ora fatidica della Santa Nanna coincide in genere con funesti barcollamenti da parte del Nano, e con molti discorsi privi di senso in cui la creatura bella di mamma vaneggia su svariati argomenti rigorosamente non pertinenti con la nostra vita familiare, del tipo mamma, c'è un gaccone motto goscio, oppure metti le pette, mamma? babbo edde garradaddo cutelle, vitto?
Il livello di incomprensibilità delle frasi di solito è direttamente proporzionale al sonno. Se sussiste ancora qualcosa di comprensibile, non si deve assolutamente procedere alla pigiamizzazione e al lavaggio dentale, in quanto il soggetto potrebbe non essere pronto e cominciare a dare di matto calpestandomi la faccia e battendo violentemente la testa contro il bandone della testata del letto.
Non appena il giusto livello di sonno viene raggiunto, il Nano viene condotto nel vicino gabinetto, gli viene consegnato lo spazzolino da denti già carico della giusta quantità di dentifricio, e lasciato a se stesso, perchè il vero maschio cazzuto i denti se li lava da sholo. E' importante anche vigilare che il dentifricio non sia a portata di mano, per evitare lunghe scie tricolori e tubolari sul pavimento di cotto, che poi si toglie a bestemmie, gli anni passano e le mamme imbiancano.
Poi si procede allo strip tease, che introduce alla successiva pigiamizzazione. L'operazione viene di solito eseguita dal Gig, che intervalla l'operazione di vestizione con il salto del Nano, la disciplina olimpica del futuro: il Nano viene sollevato verso l'alto a velocità folle, mentre il Gig si procura bicipiti e tricipiti alla Lou Ferrigno, senza dover pagare l'abbonamento a qualche palestra della zona e soprattutto senza dover sottostare all'umiliante rituale della doccia collettiva.
Dopodichè, si dorme.
Arriva la mamma, che nel frattempo si è messa comoda con pigiama anticoncezionale o camicia da notte antistupro, ci si infila sotto le coperte e si procede all'addormentamento.
L'addormentamento può sopraggiungere in due maniere: a secco (ovvero in silenzio perfetto, il mio metodo preferito perchè così posso dedicarmi alla lettura), a messa parlata (ovvero con favola, e rigorosamente partorita dalla fantasia della mamma, che quelle preconfezionate non piacciono. Per ora abbiamo Le avventure di Chicco Cacco e La storia del Cane Tippe e ci bastano), o la temutissima messa cantata.
Se capita la serata della messa cantata, son dolori.
"Mamma, canta"
"Cosa devo cantare, tesoro santo della mamma?"
"Mamma, canta"
"Puoi darmi un indizio?"
"Canta!"
"... Pippi pippi piiiiippi, che nome fa un po' rid..."
"NO! Canta!"
"... nella cantina di un palazz.."
"NO, MAMMA, CHELLA NOO!"
"Amore, ti prego, dammi almeno un'indicazione, fai mmmmmmh e fammi almeno capire che melodia è?"
"Pippa!"
"Amore santo di mamma, la pippa è qui!"
"No, chella pippa!"
"La pippa c'è, è sempre qui, non si è mai mossa"
"NOO, CHELLA DELLA PIPPAA!"
"Ahh, e che cavolo! Ma tu vulive 'a pippa, 'a pippa, 'a pippa..."
"Batta pippa!Ora tutti i gatti"
"Nella cantina di un palazz.."
"Ora batta tutti i gatti, cassone dell'ovo"
Chissà poi perchè la chiama canzone dell'ovo. Mistero.
"Alouette, gentille alouette.."
"Ora batta, mamma. Ora canta il bimbo..."
Inutile dire che l'addormentamento rituale cantato ci spaventa a tutti quanti.
Può andare avanti per ore e non portare a nulla. Può anche generare un Nano ipercinetico che scende dal letto come una furia e va a giocare con il parco mezzi d'opera.
Molto spesso l'epilogo è un Nano sveglio come una lucertola e una mamma beatamente addormentata in un lettone, con un Gig che urla Basta! dalla stanza accanto e un gran treppicare di piedini sul pavimento.

E menomale che abbiamo anche noi i nostri rituali della nanna. Senza di essi, saremmo una famiglia finita.