giovedì 17 aprile 2008

Basta parlare di politica.

Ho le palle piene di quella gente lì.


Ora si parla di asilo per nani.
Gli Adorati Nonnini del Nano, dopo una settimana full-immersion, non ne possono più di lui e delle sue trovate diaboliche.
I nonni Ansia-Alzheimer, invece, son diventati improvvisamente supergiovani, e meditano di fare lunghe vacanze all'insegna del cazzeggio. Per risolvere il problema Nano, Nonna Ansia si mette una mano sul cuore ed un'altra sul portafoglio e propone: " Ma perchè non lo mandiamo all'asilo? Il bambino ha bisogno di socializzare coi suoi coetanei, non vedi che invece di parlare miagola?"
Nonna Ansia sa come instillarmi i sensi di colpa, e allora ieri, giorno libero lupiniano, sono andata ad esplorare l'asilo per nani, accompagnata da uno dei maggiori intenditori di asili per nani: il Nano, per l'appunto.


L'asilo per nani sorge su un'allegra collinetta inondata dal sole, ad un isolato e mezzo da casa mia. Detto così sembra pure vicino. Solo che gli isolati, da noi in campagna, son larghi e lunghi. E quindi a piedi è meglio non arrivarci, se non si vuol perdere mezza giornata a calpestare cacche di mulo passando per i campi.
L'asilo per nani è un asilo privato, e costa parecchio. Ci vanno i figli dei ricchi, infatti. I figli dei ricchi hanno tutti nomi tipo Gustavo, Goffredo, Frida, Allegra, Guccio, Lapo e Mariabeatricetuttoattaccato. Il Nano ha un nome normale, e quindi già per questo si distinguerà dal gruppo. I figli dei ricchi, a parte il nome e le tute da ginnastica dell'Adidas e della Nike, fanno tutte le cose che fanno i figli dei poveri, e questa cosa mi è sembrata davvero simpatica e democratica: si picchiano, si cacciano le dita negli occhi, si sputano addosso e si spintonano di brutto. Solo che l'ambiente in cui lo fanno è molto più cool di un asilo nido comunale, ma soprattutto senza quei brutti extracomunitari portatori di chissà quali malattie.*


L'asilo nido è gestito da due simpatiche fatine vestite di rosa, entrambe laureate in pedagogia, davvero innamorate di tutti questi cucciolini pelosi.
E brave. Io dopo un minuto e mezzo che ero lì già invocavo Erode e meditavo di farmi chiudere le tube, ma si sa come sono fatta.
"E' previsto un inserimento di due settimane, " mi fa una delle Fatine. Io nel frattempo osservavo il Nano che si arrampicava su un trattore a pedali spintonando via tutti gli altri nanerottoli.
"Ma potrebbe durare anche di più. Tipo un mese, ad esempio."
Ed io dovrei stare qua ad osservare mio figlio che si caccia le dita negli occhi con tutti questi altri oranghi per un mese? E per di più, seduta su una miniseggiolina dalla quale mi straborda una gran fetta di sedere? Ma andiamo, non è mica fattibile una cosa del genere. E poi senza nemmeno poter colorare, o fare le costruzioni. No, dai. Un mese di cine-nano non si può reggere.
"Ma non potreste tenerlo rinchiuso in una stanza, se proprio sentirlo piangere e gridare è così disturbante?" chiede Lupi-mostrodimiluochi.
"E' necessaria la presenza rassicurante di un adulto di famiglia. Oppure potresti portare il suo giocattolo preferito." Oddio. Lo sapevo. L'oggetto transizionale.
Non ce l'abbiamo. Non esiste. Sì, vabbè, c'è Stefano il Cabbage Patch, ma il Nano non lo usa esattamente come un bambino dovrebbe fare col suo giocattolino preferito: lo picchia, lo getta dalle scale di testa, tenta di dargli da mangiare dei sassi. Poi, come si suo dire dalle nostre parti, Stefano l'ha un po' avuta. Nel senso che è lurido ed ha degli sbreghi di penna. Insomma, non si presenta bene: diciamo che ha visto giorni migliori.
L'alternativa sarebbe una scarpa da ginnastica paterna, oggetto transizionale scelto dal Nano in persona alla tenera età di 10 mesi, solo che mi crea qualche perplessità in merito all'igiene. E poi il Gig sarebbe in difficoltà, con una scarpa sola.
Insomma, sono un po' dubbiosa. La struttura mi sembra valida, li fanno sporcare liberamente e giocare con l'acqua, non hanno paura di scaraventarli in giardino (che comunque è ben tenuto e recintato) e li lasciano molto liberi. Poi in genere sono pochissimi bimbi, al massimo 10, e ci sono 4 educatrici. E poi paga mia madre, e questo è positivo.
Insomma, son dubbiosa perchè mi dispiace. Mi dispiace lasciare il Nano in un parcheggio per nani, perchè diciamocela tutta, gli asili nido sono un po' anche questo. Ma qua non ci si fa davvero: i nonni rischiano l'infarto, il Nano è un incivile, e l'asilo è l'unica soluzione.

Il dispiacere mi ha aiutato lui a fugarlo in un baleno: ho tentato di rinfilare in macchina un indemoniato che strillava come un'aquila, e non voleva tornare a casa. Il Nano voleva restare coi bimbi. Si è aggrappato con le mani ad una sbarra del cancello, ed indicava la casina delle fate con dei lacrimoni enormi a solcargli le luride guance alla Oliver Twist. Mi sono sentita una cacca, ma l'asilo comincia a giugno, non si può anticipare.
Abbiamo meno di due mesi per procurarci gli asciugamani coi cappiolini, il bavaglio, il biberon e l'oggetto transizionale. Che Dio ce la mandi buona, va'.






* Questa la dedico a quel simpaticone di Bossi. Guardacaso, pure senza extracomunitari, metà dei nani dell'asilo erano a casa invaricellati. Ma pensa te, che batteri potenti.

13 commenti:

Anonimo ha detto...

A tre anni, a Bruxelles, mia figlia che non parlava una parola di francese fu presa in consegna da una dolce maestra e noi genitori gentilmente cacciati via.
Pianse per due mesi finchè, all'improvviso, iniziò a parlare un bel francese. Odiandolo per sempre.
Adoro il sistema belga "nuota-o-affoga" ;)
Leela

thecatisonthetable ha detto...

Erano almeno 27 mesi che non ridevo così tanto.
O la mia vita faceva così schifo (e non esculderei totalmente questa ipotesi) o tu sei un genio.
I lov iu liupins!!!

alice ha detto...

Asilo Asilo Asilo!
Soprattuto se hai avuto la fortuna di trovare due fatine che li lasciano liberi di lordarsi, menarsi e pittarsi pure nelle orecchie... che in giro ci sono certe megere che non ti dico!!
Alice educatrice (Oh! pe'ddavero eh!)

Trasparelena ha detto...

Ecco, sei la prima che porta il figlio al nido e dice chiaro che il nido è un parcheggio per bambini. Che dalle mie parti il nido è il posto dove i bambini devono andare assolutamente altrimenti non socializzano, non comunicano, non apprendono etc e io son considerata una madre iperapprensiva e pure un po' snaturata perchè la lascio coi Traspanonni.
In bocca al lupo!

Lupina ha detto...

Inutile mentire. Penso che il Nido, almeno fino a due anni, serva più ai genitori e ai nonni per liberarsi dei nani scocciatori che ai nani stessi. Al nostro Nano, di socializzare gli importa una mazza.
Eh, che ci volete fare? Io del resto devo lavorare quelle otto orette al giorno, il babbo del Nano pure, i Nonni sono distrutti, e l'unica soluzione è il parcheggio. Credo che il pianto del Nano sia scaturito dalla presenza di un trattore a pedali nel giardino dell'asilo, e non dai bimbi.

Jes ha detto...

Bea va all'asilo da quando aevva 6 mesi.La storia è la stessa,mia mamma che non potendo fare la nonna promette di pagare la retta(ovviamente son 5 anni che la pago io),la socializzazione,e poi si sa i bimbi dell'asilo son piu svegli,capiscono l'importanza delle regole bla bla bla...ovviamente dal primo giorno ad oggi la sua"euforia"si è decuplicata e sospettiamo che abbia fondato il GruppoAnarchicoBabyCombattenti. Ora va in un asilo per poveri dove i bimbi si chiamano Katrin,Shiakira,Dylan pur portando cognomi meridionali,una delle sue tate credo che sia lino banfi travestito e se penso a quanto abbiamo speso fino ad ora mi vien male...in bocca al lupo!

Trasparelena ha detto...

@lupina, concordo in pieno su tutto, d'altronde putroppo tocca lavorare, e se i nonni non ce la fanno meno male che almeno c'è il nido!
Io sarei per il dare la possibilità alle mamme di stare a casa fino ai 3 anni del bimbo, con un sussidio statale e la conservazione del posto di lavoro, ma sono un filino interessata, neh, che quando son tornata a lavorare e ho dovuto lasciare il Mostro dai Traspanonni ho pianto per 2 giorni di fila (e non in senso metaforico, proprio con le lacrime e tutto)

Chiara ha detto...

Io se stessi a casa con un infante per 3 anni darei fuori: viva il nido! Soprattutto se, come in quello dove va Amelia, le educatrici sono entusiaste e creative.
Sarà un parcheggio, ma Amelia si diverte e ci sta bene, al punto che durante il weekend a volte abbiamo momenti di panico (soprattutto col brutto tempo) perché lei si annoia a giocare solo con noi.
Bacioni

nuriape ha detto...

ma si, concordo, gli fara' benone...certo e' un salasso. anche qui, fino ai due anni, solo asili privati da mutuo...
p.s.sulla scarpa del gig mi sono piegata dalle risate!

Anonimo ha detto...

Scusa l'indiscrezione: ma quanto costa? Da come parli sembra un mutuo!!!
Comunque anche il mio piccolo va al nido da 2 settimane e ha 19 mesi. E' stato un miracolo, ora è più socievole, più allegro e più sveglio. E io ce l'ho mandato non perchè nessuno poteva tenermelo, ma perchè sapevo quanto amasse stare con i suoi simili. E i fatti mi hanno dato ragione....Per quanto riguarda l'inserimento dipende da caso a caso, io non l'ho dovuto fare per quanto è stato bene fin dall'inizio.

Madre Snaturata ha detto...

Anch'io ho parcheggiato il Topo al nido perchè i nonni non ce la facevano più. Alla fine abbiamo fatto l'inserimento che il Topo aveva 18 mesi e devo dire che, a parte quei tre quattro mesi pagati a vuoto perchè faceva una settimana al nido e tre a casa malato, sono contenta. Ha imparato a sbrigarsela da solo in molte cose e gioca meglio con i bimbi. Non preoccuparti, vedrai che alla fine sarai contenta anche tu!

De kokende mamma ha detto...

Io ho portato entrambi i topi al nido verso i 7 mesi (data ragionata, prima degli otto che poi c'è la fase dell'abbamdono ecc. quelle cose che leggi i manuali e ti illudi di essere una madre perfetta).

I motivi sono una combinazione: sono convinta che anche a loro faccia un gran bene stare con altri bambini, bastava vedere come gli piaceva andare a trovare gli amici con pargoli. È vero, fino a due anni circa non socializzano davvero con gli altri, ma fanno cose insieme e imparano da loro anche prima.

Poi io sclererei a stare tutto il giorno con loro (e sicuramente allora, che allattavo, non avevo mai smesso di lavorare e alla fine ho dormito male per 5 anni) e avere delle ore di respiro fa di me una madre migliore quando siamo insieme. Capisco perfettamente i nonni.

E infine, i nonni sottocasa non ce li ho.

Quando con number Two per motivi squisitamente economici il capo ha ventilato la babysitter a casa per entrambi, mi sono opposta per non privare Orso della stessa esperienza formativa del fratello.

Poi negli asili "pedagogici" fanno un mucchio di cose formative che a noi genitori manco ci vengono in mente. Li rendono più autonomi. Io ho scoperto che Ennio sapeva vestirsi perfettamente da solo (e lo aveva imparato all'asilo) solo a scuola, quando il primo giorno l'ho rirpeso con le maglie avantindietro e sottosopra perché a ginnastica si è spogliato e rivestito benissimo da solo. La settimana dopo mi spiegava che per vestirsi bisogna guardare l'etichetta che deve stare dietro.

Per dire che certe volte siamo noi madri che per un malinteso senso del dovere e dell'efficienza imbocchiamo e puliamo il sedere ai figli anche se sono già sposati.

L'asilo è utilissimo anche per farsi consigliare, lì ne vedono tanti di bambini, sanno dirti se anche tizio o caio dormiva meno, o mangiava poco in concomitanza di questo o quello.

Noi vediamo solo i nostri figli, di loro siamo i maggiori esperti dell'universo, ma abbiamo per questo anche la visione a tunnel. Un bambino che è stato al nido va cantando alla materna e volando a scuola, è abituato agli estrnei alla famiglia e ha quindi un quadro di riferimento del mondo più ampio, cosa che a mio avviso li rende più svegli.

Siamo noi madri che ci si spezza il cuore, non loro. Loro stanno molto melgio di noi.

Anonimo ha detto...

Lupina sei meravigliosa....non solo perchè sei toscanaccia come me,de la fia,ma per quello che dici e come lo scrivi mi fa sganasciare dalle risate.......posso sbirciare vero? A presto....