venerdì 29 febbraio 2008

Discutibili gusti letterari naneschi.

Al Lupinaio siamo ignoranti come capre, però compriamo libri. Fanno molto arredamento, specie adesso che sono ordinati per colore. A volte li leggiamo anche, ma non sempre. A volte ci dimentichiamo che abbiamo un determinato libro, specie i cosiddetti classici della letteratura, e ricompriamo lo stesso titolo in edizione economica. Abbiamo 6 edizioni diverse del Gattopardo, 4 Guerra e pace, 2 Malavoglia in edizione identica. La gente che entra in casa Lupini e vede la nostra libreria di 4 metri x 3, con tutti i libri disposti in duplice fila, si fa l'idea (sbagliata) di avere a che fare con gente di cultura, e ci rispetta subito molto di più. Specie con la gente più ricca di noi (quindi praticamente tutti quelli che hanno un doppio stipendio) adottiamo la tecnica del "ma accomodiamoci nello studio" (Nota di Lupina: lo Studio in realtà è il soggiorno provvisorio, ma guai a chiamarlo col suo nome. Presto avrò un soggiorno vero, il cui accesso sarà interdetto a tutti coloro che non superano il metro e trenta. Quindi, cari Nani e gatti, ci siamo capiti.). A quel punto, gli ospiti presumono di avere a che fare con dei dotti letterati, si sentono molto in soggezione e noi possiamo fare gli sboroni.
Tuttavia, abbiamo anche molti titoli di cui ci vergogniamo profondamente. Libri comprati seguendo un impeto del momento, libri trovati nelle riviste che per una sorta di rispetto cosmico verso la carta stampata ed i poveri alberi abbattuti non abbiamo avuto il coraggio di gettare. Libri che in gran parte ho letto, di cui mi sono pentita.
Il Nano ha l'assurda capacità di individuarli facendoci fare delle pessime figure.
Il Nano ama roba come i saggi di Willi Pasini, la biografia di Bettino Craxi (ma forse sarebbe più corretto definirla apologia), i romanzi di Pinketts (in particolare il vizio dell'agnello, che è pure autografato dall'autore e che credo ci sia stato donato da lui medesimo), la Fata carabina di Pennac*. Sebbene io abbia messo ad altezza nanoide libri impegnati, non si sa come, lui riesce ad individuare sempre i soliti e a portarli in giro per casa. Mai che trascini per casa un libro di Umberto Eco o di Corrado Augias. No, lui gira tronfio con Porci con le ali in mano, roba che i servizi sociali ce lo toglierebbero immediatamente, se solo sapesse leggere. Insomma, tutta questa fatica per mettere a posto una libreria, e lui ci boicotta così dal basso. Oggi, per esempio, voleva che gli leggessi una specie di Harmony di una certa scrittrice di nome Belva Plain. Non so come sia finito nella linea dei libri tendenti al rosso, io non ricordo di averlo mai comprato.
Io per principio non leggo un libro scritto da una che si chiama Belva. Ma che nome è, Belva? Ma via, per piacere. Come può saltare in mente ad un genitore un nome simile? Si saranno informati sui significati del nome nelle varie lingue, prima di affibbiarlo alla figlia?
Leggo sul retro copertina:

Lacerata fra uno sconvolgente segreto le cui radici affondano nel passato e un futuro ricco di promesse accanto all'uomo dei suoi sogni, Jennie decide infine che il richiamo del cuore è più forte del tempo.


Nano, ma che roba leggi?
Dopo le scoregge in pubblico e le smocciolate sui maglioni altrui, ci mancava solo questa per farci sfigurare.


*tuttavia devo ammettere che questi ultimi due non sono malaccio.

5 commenti:

pellegrina ha detto...

Ti assicuro che Belva Plain, insieme a Danielle Steel e Sidney Sheldon, è una delle scrittrici più lette del nostro scaffale "Romanzi rosa", quindi a suo modo anche il nano ne sa...

m@w ha detto...

Ecco, vedi... aspettassi una femmina adesso saprei come chiamarla...

nuriape ha detto...

senti, ma forse questo e' in assoluto il tuo post piu' esilarante? da quando il computer si e' guastato la seconda volta sei tornata piu' in forma che mai!!! mi sto spisciando!!!
e poi io ti adoro perche' non ami Pennac, siamo solo noi due, mi sa.
Belva....BELVA??!! :D:D:D
Grazie per questa lettura.

mamikazen ha detto...

Belva Plain?!
Porci con le ali, però, è un classico, è stato il mio romanzo di formazione adolescenziale. W il nano!

Anonimo ha detto...

no, anch'io non amo Pennac, e finora avevo creduto di essere l'unica: mi confortate molto!
elena