lunedì 4 febbraio 2008

Tette. E con questo titolo, scommetto che le visite si impennano.

Ed eccoci qua, davanti allo schermo che sberluccica, dopo una lunga poppata sonnolenta.
Certo che la maternità ti cambia proprio tanto, anche fisicamente parlando. Nel mio caso, mi sono cominciata lentamente a trasformare in bovino, per poi sfociare in un ammasso di tette e lardo. C'è stato un periodo in cui davvero mi sono sentita così, solo con i capelli e un po' meno occhiaie, grazie al cielo. Al momento mi sento più così, e onestamente non so dire se sono migliorata o no rispetto a prima. La mia paura è diventare così, e forse ce ne sono le premesse, fatta eccezione per il trucco, dato che io di solito non ne faccio uso. Molto probabilmente diventerò un simpatico mix tra questi tre soggetti, se avessi un programmino di morphing mi piacerebbe davvero tanto vedere cosa ne salta fuori.
Oggi pensavo alle mie tette. Fino a poco tempo fa erano due meloni che sfidavano la legge di gravità, se ne stavano tutto il giorno nell'apposita custodia, e mai mi sarei sognata di esibirle in luoghi inadeguati quali bar, cinema e pizzerie. Eppure sarebbero state da mostrare molto più di adesso.
Quando il processo di lievitazione si è innescato a causa del Nano famelico, sono approdata all'ottava misura, e mi sono spaventata. Ho cominciato a comprare reggiseni su reggiseni, nel timore di ritrovarmi senza. Purtroppo i reggiseni che contengono un'ottava sono molto diversi da quelli che solitamente usa una simpatica sgarzolina dei giorni nostri: sono dei cosi inguardabili, delle armature di cotone grattugione, che donano alle tue protuberanze un'inquietante forma a siluro. Una cosa orrenda. Ed è ancora più orrendo andare in giro con delle delicate magliettine color malva (beh, ho sbagliato una lavatrice. E allora?) con questi due Mark 46 dentro. Ebbene, l'ottava misura, roba che una pornostar spende migliaia di euro per averla, è una scocciatura immane e soprattutto dona alla figura una terrificante aria da Quasimodo.
Insomma, ho avuto di che lamentarmi. Adesso mi sono ridimensionata, ed è lo sfacelo. Innanzitutto i siluri si sono sgonfiati fino ad assumere la consistenza del pan di spagna fradicio, poi si sono abbassati di parecchio rispetto a prima, tanto che potrei dipingerli di nero, infilarmeli comodamente nella cintura ed andare in giro così, come se avessi le bretelle. Oppure, ma solo se la stagione lo consente, potrei girarmele attorno al collo a mo' di sciarpetta, o meglio farle passare sopra le orecchie fino a coprirle, tanto son di moda gli anni ottanta ed i paraorecchie sono di sicuro di tendenza.
E' una tragedia. Ci sono certi giorni in cui mi sembra di andare in giro con due sacchetti del Conad vuoti.
Tempo fa, in una trasmissione televisiva del mattino (quella dove un professore nano che sembra una foca illustra come si può diventare più sani e più belli con pochi semplici gesti, target di riferimento casalinghe dai 60 agli 80 anni), una tiratissima tizia in camice bianco mostrava come verificare la tenuta del proprio seno in maniera casalinga, per correre agli eventuali ripari. L'esercizio di verifica della tenuta della tetta è semplice e mortificante al tempo stesso: consiste nel togliersi il reggiseno, procurarsi una penna o una matita, ed inserirla in orizzontale sotto l'attaccatura del seno. Se la matita cade, tutto bene. I cavoli amari sono quando la matita non cade: in tal caso si deve correre ai ripari, con spugnature gelide al mattino e creme tonificanti.
Ebbene, ho provato.
In questa casa, da allora, non si trova una penna a pagarla oro.

17 commenti:

comitato ha detto...

Ma smettila che sei bellissima!

Gianni Amato ha detto...

beh.. c'è di buono che hai trovato un posto dove nascondere oggetti :)

Scherzo dai, la fai proprio tragica, sii più ottimista :P

Anonimo ha detto...

Mi sto riprendendo adesso dai convulsi dal ridere ed è stato un bel momento quando il dirigente è entrato ed ho cercato di mascherare con la tosse la ridarola... Ti ringrazio.
Rossella
P.S. L'idea delle bretelle la trovo veramente brillante. Non è detto che non proverò a metterla in pratica :-)))

My ha detto...

ma perchè me l'hai detto?????
ora devo provare anch'io!!!
grrrrrrr

GONZO ha detto...

no pero', cosi' mi spaventi...
;-)

sobritish ha detto...

sto andando a prendere la penna...no, quasi quasi lascio stare...no, dai, vado.

Anonimo ha detto...

ecco...così stasera son depressa pure io! Ma dovre avrò messo quella simpatica penna...
Hyla

mammaepoi ha detto...

..."come se avessi le bretelle". vado a letto ridendo!!! ((la penna nun la pijo manco morta))

Anonimo ha detto...

guarda che è una vecchia tecnica. Ci si butta giù perchè poi uno, vedendoti, dica "ammazza che figa la Lupina....e dire che diceva di essere come la Laurito......je piacerebbe alla Laurito!!!"
Ecco, t'ho scoperto.
Unodicinque
Grazie per i tuooi passaggi nel mio blog.

Anonimo ha detto...

A me, da allora, si incastrano senza alcun problema scatole di pastelli da 24 ;)
Quanto al resto, occhio al footing: ne potresti uscire con gli occhi pesti ;)
Leela

De kokende mamma ha detto...

Allora, vado per ordine:
Titolo: cosa vuoi che sia, a me se googly kinky sex-shop e Amsterdam mi trovi al volo, che sarà mai una tetta.
Matita: è un metodo da sadici, se lo avessi tentato ai tempi d'oro non ti veniva lo stesso (lo so per esperienza, che anche allora l'ho fatto), fondamentalmente funziona se hai una coppa A, massimo B e non oltre 18 anni, fidati.
Tette: per le ottave in fase di diminuzione, c'è questa stilista olandese di biancheria che fa dei reggiseni bellissimi con i tiranti e vanno da dio. Si chiama Marlies Dekker, i reggiseno costano tipo 100 euro (ma se hai l'ottava o anche solo la 4ta è il minimo da spendere per un reggiseno come si deve, specie dopo una certa età un allattamento o due, come ho scoperto, è il caso di dirlo, a mie spese).
Recupero del recuperabile: senti, puoi sempre fare un altro figlio e allattarlo a lungo. per un paio d'anni sei di nuovo a posto. Ma non so se sia il rimedio ideale.
Eeh, le tette, sono un patrimonio più mordido del mattone, più volatile dei future, meno sicuro di un BOT e in qualche modo ci condizionano altrettanto la vita. Sta a noi non diventarne schiave.

Per dirla in inglese: can't live with them, can't live without (vabbé, di solito lo dicono i mariti delle proprie mogli, ma che vuoi che sia).

Anonimo ha detto...

mi hai fatto morire dal ridere!
un abbraccio,
lunetta

lisa2007 ha detto...

uah uah uah!!! non ridevo così da secoli!!!!

Anonimo ha detto...

de kokende mamma mi ha parzialmente consolato: quando la funesta prova della matita l'ho fatta io, mi ero dimenticata di levarla dal portapenne e non è caduta lo stesso...

Rossella

m@w ha detto...

L'unica è rimanere incinte appena non si allatta più come forsennate. Io son tre anni che sembro in procinto di sparare le tette come la robot sfigata di Mazinga, che una volta sparate le tette era innocua come un agnellino...

Anonimo ha detto...

Quella di rimanere incinte a ripetizione è un'ottima idea sia per quanto riguarda le tette sia perchè permette di rimanere per lunghi periodi lontane dal lavoro. Fossi rimasta incinta, stamattina non avrei litigato col mio dirigente e non gli avrei urlato che chiederò il trasferimento. Mi sarebbe piaciuto avere un altro bambino, ma anche il fatto di avere mandato affan*** quel brutto stronzo mi fa sentire piuttosto leggera. Chissà che anche le tette non si risollevino un po'!!
Scusate la lunga digressione, ma avevo bisogno di dirlo e qui mi sento tra amici.
Bacioni :-)
Rossella

billo ha detto...

stavo per darti il medesimo consiglio: una gravidanza ogni tre anni e allattamento prolungato.
io sto facendo così...ma mi sa che questo è l'ultimo giro...poi si passa alla chirurgia estetica ;)
billo