giovedì 13 settembre 2007

Casalinghitudine # 1

Stare a casa col mio cucciolotto tutto il santo giorno è meravigliosamente motivante.
Essere una casalinga e una mamma è bellissimo.
Stirare, pulire e ramazzare mi appaga infinitamente.
Quando mio marito torna a casa, adoro ricoprirlo di attenzioni. Cerco di accoglierlo vestita e truccata accuratamente, e gli cucino manicaretti afrodisiaci.
Adoro Eros Ramazzotti.

Fine dell'opera di autoconvincimento.

La realtà è che più sto a casa da sola, più mi faccio del male. Mi vengono certe idee del cacchio, a volte.
Stamattina era la mattinata dei quadri.
Attaccare i quadri in casa mia, che ha spessi muraglioni da fortino del far west, è un'impresa in cui solo Hulk può riuscire. Ma siccome il Gig non c'è mai, è mancino e terribilmente gauche, e Hulk non può venire a farmi i lavori in casa in quanto il solaio non lo regge (e poi non credo francamente che esista), tocca a me.
Il principio dell'attaccare i quadri è molto semplice: bastano chiodi da muro, una matita ed un robusto martello. Ed ovviamente il quadro. I più precisi usano anche il metro. Io vado ad occhio.
Innanzitutto, occorre individuare un punto nel muro. Poi bisogna prendere il martello. Sembrerebbe una cosa semplice, ma provateci voi a strapparlo dalle mani di un nano impazzito di felicità che corre, corre, corre verso la vostra vetrinetta di antiquariato.
Una volta preso il quadro, bisogna appoggiarlo al muro e vedere l'effetto che fa.
E andrebbe fatto da lontano.
Purtroppo non essendo Elastigirl ne' Mr. Fantastic tenere il quadro accostato al muro ed allontanarsi abbastanza per vedere l'effetto nel totale è piuttosto complicato, e quindi si va rigorosamente a caso.
Il casino vero e proprio si ha quando si deve comporre artisticamente un certo numero di quadri su una parete. Innanzitutto, bisogna isolare gli entusiasmi dei nani, che tendono ad afferrare qualsiasi cosa ti serva in quel momento. Poi occorre cominciare a piazzare i quadri in una data posizione nella propria fantasia. E' molto semplice, basta fissare attentamente il muro, ed immaginarlo coi quadri appesi. E poi procedere al collocamento dei chiodi nei punti giusti.
Niente di più semplice. Roba da 10 minuti.
Ho dimenticato di dire che per piantare un chiodo occorrono nervi saldi, sicurezza in se stessi e la capacità di menare colpi dritti e precisi. Ah, e dimenticavo, anche una buona dose di buonumore.
I nervi saldi servono per raccogliersi in meditazione karmica ignorando strepiti e grida dei nani, eventuali telefoni che squillano e mamme imbizzarrite che chiamano dal piano di sotto; la sicurezza in se stessi è utilissima nel momento preciso in cui si carica il colpo col martello, ed è fondamentale nell'opera di sorreggimento del chiodo: serve per non dubitare delle proprie forze, ed anche a creare sostantivi da verbi che probabilmente non ne hanno (cfr sorreggere e sorreggimento, ad esempio). La capacità di dar colpi precisi è fondamentale per evitare incidenti spiacevoli, quali il martirio della mano preposta al sorreggimento del suddetto chiodo, oppure il martirio del muro stesso, che sebbene solido e ben costruito cede ahimè sotto la foga martellifera, creando un fastidioso effetto mitragliata. Il buonumore, a questo punto, è decisamente fondamentale, sia per la pronta guarigione della mano colpita dal martello, sia per l'accettazione serena e passiva del fatto che anche se orrendamente mutilato, il muro rimane pur sempre un solido manufatto preposto a sorreggere il tetto.
Io, in genere, arrivo a questo stadio già incazzata. Sì, perchè all'ultimo perdo sicurezza in me stessa e do delle martellate mosce, che scalfiscono il muro appena appena e creano ingiustificate voragini. Allora, per evitare problemi, cerco di piantare il chiodo un po' sopra, e un po' sopra, e aspetta che lo rimetto sopra, ma non c'è problema, tanto di là ho lo stucco, il buco si tappa. No, porcatroia, ho di nuovo fatto casino, e di questo passo non solo si scompiglia la composizione ed il relativo effetto finale, ma si fa anche un bel troiaio che la metà basta.

Insomma, in due ore non ho concluso niente, se non scalcagnare il muro creando una specie di processione verso l'alto di minivoragini, ed aver appeso a caso un paio di quadri.
In genere arriva sempre qualcuno non invitato che si permette di fare commenti acidi sulle mie scarse capacità di attaccatricei.
Mi chiedo come mai non arrivi mai quando sono in fase Elastigirl-Mr. Fantastic, che è in sostanza l'unico momento in cui una mano amica servirebbe veramente, oppure si offra volontario per tenere a bada il Nano evitando che ingoi chiodi o si trapassi il palato con la matita.

Insomma, dopo una mattinata di passione, sono riuscita a togliere di circolazione questi quadri che rischiavano seriamente di essere distrutti dal passaggio dell'Unno, e a riempire un po' questi muri.
Di buchi, però.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

la prossima volta attacca dei poster, serve solo nastro adesivo e dei poster carini ;)

Plegine ha detto...

Altro che martello! La prossima volta trapana tutto, un tassellino e una vite invece del chiodo e vedi che bellezza il tuo muro quadreggiato!

unodicinque ha detto...

relativamente ad eventuali buchi sul muro, essendo essi prossimi l'uno all'altro, ti consiglio di appenderci attorno una cornice e spacciarli per l'opera d'arte di un giovane emergente.