venerdì 7 settembre 2007

Tarli nella mente lupina.

Un tempo, Lupina lavorava come un ciuco da soma, ed usciva da casa prestissimo e rientrava la sera tardissimo. La casa di Lupina, all'epoca, non era l'attuale Villa Lupina (o Lupinaio, come amano definirla alcuni amici), ma un'altra casa da un'altra parte, ed era sempre buia e sporca, e nel frigo non c'era mai nulla di buono da mangiare, solo antiche sottilette risalenti al pleistocene e qualche carota barzotta. Dal bidone dell'immondizia si levavano effluvio mefitici dovuti alla permanenza di misteriose briciole ad alto potenziale tossico, la cadaverina e la putrescina regnavano incontrastate sulle arance e sugli agrumi, e il letto era perennemente disfatto. Non c'era mai niente di stirato, non c'era mai niente da mangiare, nessuno si preoccupava di ricomprare la carta igienica, e quando finiva erano dolori.
E tutto questo perchè Lupina era una Lavoratrice Indefessa. Lupina lavorava dal mattino alle 8 alle 3 del pomeriggio in veste casual, poi saltava sulla TwingoSmaterializzatrice e si rimaterializzava in una cabina del telefono come Mister No, cambiata d'abito e di pettinatura, e si apprestava ad entrare nel suo secondo ufficio, dove permaneva fino alle 9 di sera, curva sul computer. E tutto questo per portare a casa una pagnotta? Ma noo, oltretutto Lupina era sottopagata e maltrattata. Lupina lo faceva PER LA GLORIA.
La casa di Lupina, intanto, andava sempre più vicina allo sfacelo.
"Ci vuole una persona che venga a fare le pulizie!" decretò finalmente la saggia Lupina, in uno dei suoi rarissimi momenti di lucidità. E così arrivò Ignazia.
Ignazia era del segno dei pesci, e dei pesci non aveva ereditato di certo il mutismo. Parlava, parlava, parlava. Al telefonino, da sola, coi vicini. Non stava zitta mai.
E puliva. Lupina era entusiasta: Ignazia faceva la spesa, comprando quello che diligentemente era stato scritto nottetempo dall'esausta Lupina, stirava tutto (anche le mutande), sistemava i fiori nei vasi e lasciava una gradevole scia di mastrolindo dappertutto. Lupina lavorava sorridendo. Sapeva che una volta tornata a casa, avrebbe abbassato una maniglia di ottone splendente e girato la chiave del Paradiso terrestre, dove un divano comodo e dei cuscini sprimacciati la aspettavano impazientemente. E Lupina, felice, non faceva che narrare le gesta eroiche di tale Ignazia: "Vedessi come pulisce bene i vetri l'Ignazia! E che persiane lucide che ho adesso! Ah, sì come stira l'Ignazia, guarda. E come sa scegliere la verdura, vedessi che zucchine turgide!"

Un bel giorno, aprendo la porta di casa, noto un qualcosa di strano, come un'assenza non si sa bene di che.

Mi accorgo che manca qualcosa, ma cosa?



Il giorno dopo realizzo che non c'è più il portaombrelli. Era un vecchissimo orcio per l'olio, proveniente dal mio robivecchi di fiducia. "L'avrà spaccato inavvertitamente" mi dico. Lasciamo perdere, una perla come l'Ignazia dove la trovo?



Qualche settimana dopo, mentre mi asciugo i capelli in bagno, non trovo più la piastra in ceramica per rendere i riccioli lupiniani delle docili ciocche lisce molto fashion "Ma che strano, eppure stava nel cassetto del mobile del bagno, otretutto è nuova, appena comprata. Che testa che ho, magari l'ho messa chissà dove. Boh"

E mi rassegno al sistema scotennamento spazzola phon. Però un tarlo comincia a frullarmi nella testolina.

Pian piano mi metto ad osservare più attentamente le mie cose, che misteriosamente cominciano a sparire.

Un caricabatteria del cellulare, un vasetto con una pianta grassa, un portacd di plexiglass, un paio di guanti foderati di pile.

Ogni volta che esco di casa, sono sempre meno tranquilla.

Fino poi, all'apoteosi.



Un giorno, torno a casa e trovo una bolletta del telefono sul tavolo. Apro la busta tranquillamente, tanto in casa non ci sono mai ed il telefono non so come mai continuo a tenerlo attivo, che tanto non lo uso...

Resto di sasso: 900 euro e roba.

Ma come? Ignazia, la santa Ignazia, nata sotto il segno dei pesci come la canzone di Venditti (il che significa persona di specchiata onestà, portata alla fiducia nel prossimo e sensibile fino all'eccesso), quelle che annaffiava le mie dolci piantine e che permetteva al mio frigo di occhieggiare felice dietro pile di verdure e mozzarelle, proprio lei tradisce la mia fiducia telefonando a ufo? E poi chissà a chi.
Ma anvedi 'sta fetentona, mavvammoriammazzata, ma ora vedrai che cosa le faccio domani, gliene dico quattro...

Non ne ho avuto modo. Ignazia se l'è filata, praticamente rea confessa. Non si è più presentata al lavoro, ha spento il cellulare e ciao. Tanto si è presa il mio vecchio Nokia con la cover di Snoopy.


Adesso c'è la Tamara, a coccolare il mio mondo perfetto. Ma nel frattempo la famigliola si è allargata, è arrivato un Gig, e poi un Nano, e i due gatti, e la Santa Tamara non fa altro che rimuovere peli e giocattoli da sotto i mobili, e mutande abbandonate per terra, calzini smarriti, magliette appallottolate nei luoghi più impensati.


A volte leggo nel suo volto un muto rimprovero per come tengo le mie cose, ma io non ho voglia di giustificarmi. Non vivo più nel santuario, e ne sono contenta.

L'altro giorno il tarlo nella mia mente è tornato a scavare. Avevo messo 100 euro sotto un vasetto in cucina, erano per una bolletta in scadenza. Torno a casa, e i 100 euro son spariti, ma la bolletta è sempre lì.

Inutile dire che il giramento di coglioni si è impossessato prepotentemente di me.


Fino a quando la Tamara è arrivata ciabattando con una mano in tasca

"Oh nini, ma tienila meglio la tua roba! Guarda cosa ho trovato sul terrazzo", e caccia dalla tasca fogli e foglietti, più i 100 euro famosi.

Menomale. Per un attimo mi sono sentita ripiombare nell'antico terrore.
Tamara, santa subito!

5 commenti:

Anonimo ha detto...

il numero e l'indirizzo di casa della ignazia non ce l'hai? io l'avrei prima menata, svaligiata, malmenata ancora, e poi l'avrei denunciata visto che è rea confessa..sono cattiva?

Lupina ha detto...

No. Son fessa io.

la simo ha detto...

per esperienza. diffidare sempre di quelle che stirano le mutande !!

unodicinque ha detto...

e secondo te, Tamara (che peraltro è la sorella di Ignazia) cadeva nel tranello dei 100 euri?!?!? L'ha fatto solo per conquistare la tua fiducia....e mo so' c***i! :o)

Babbi ha detto...

Io ho avuto l'antonia...uguale alla tua ignazia, con la sola differenza che oltre che far sparire le mie cose non puliva neppure...io l'ho cacciata letteralmente fuori di casa dopo che per un mese l'ho messa sotto controllo...l'è andata bene che non se beccata pure la denuncia...
Ora ho santakatia...eppur anche io lascio soldi in giro, giuro che se trova un euro sotto il tavolo è lei che lo posa in bella vista....