mercoledì 14 novembre 2007

Case, ovvero un'insana mania.

La devo smettere. Smettere subito.
Io sono una maniaca dei giornali di arredamento e bricolage. Non faccio che comprarne, e comprarne, e comprarne. Poi mi incazzo come una iena perchè vedo case bellissime, perfette, con una caterva di oggetti tutti disposti benino e non a casaccio come a casa mia, e mi sale un nervoso, ma un nervoso.
Le didascalie poi, sparano delle vere e proprie scemenze: "La signora Hoffmann si diverte a scovare piccoli oggetti nei mercatini e dai rigattieri, ed è riuscita ad arredare la sua casa con originali pezzi d'antan a piccoli prezzi". Innanzitutto, se io vado da un rigattiere non riesco a scovare un bel nulla se non un gran casino ed una massa di troiai. E poi, i piccoli prezzi sono in realtà dei veri e propri salassi.
Adesso, ad esempio, va di gran moda il decapè e lo shabby chic. Che sarebbe, tradotto in italiano corrente, mobilacci che non se li sarebbe filati nessuno manco a regalarli, ricoperti da uno strato di vernice bianca stesa male. Facilissimi da realizzare da soli: basta un imbianchino epilettico, un martellone da officina e una sacchettata di tarli, il tutto chiuso in una stanza per una mezza giornata. Dopodichè vi si applica un cartellino con un prezzo esorbitante, et voila.
Oggi, ad esempio, sono andata a comprare le medicine per la Dodda Balada, e sono passata davanti ad un'edicola di giornali. In bella vista, a farmi l'occhiolino tra le riviste di arredamento, c'era lei: CasaFiga*. Non ho potuto esimermi dal comprarla.
Ennesimo travaso di bile di fronte allo stile gustaviano: una casa il cui colore principale, il grigio perla, mostrava tutto il suo minimalista splendore dalle pagine patinate, causandomi penosi mal di testa. La casa era tutto un biancheggiare di opalescenze e cristalli, tutte le solite costosissime rigattierate disposte ad arte.
Ma perchè loro sì ed io no? Perchè riescono a mantenere candide le fughe tra le piastrelle pur cucinando, ed io per scaldare un miserabile pentolino di cera tra poco do fuoco alla casa? Ma come fanno ad avere certi bagni immacolati?
Ma ci vivono?, mi chiedo.
L'altra rivista verso la quale ho sviluppato una dipendenza quasi tossicoide è Casa Affascinante*. Il nome della rivista è sbagliato, secondo me. Dovevano chiamarla Casa Affascinante ma Disabitata. L'unico segno di vita, nel servizio fotografico principale, è un gatto nero acciambellato elegantemente su un divano bianco. Che subito dopo devono averlo cacciato via, povera creatura.
Ora, se hai gatti, cani e bambini sai benissimo che rappresentano il Nemico Numero Uno dei divani chiari, figuriamoci di quelli bianchi. Se hai un gatto nero, specialmente, col cacchio che lo lasci dormire sul divano. Su un divano come quello, poi, manco a parlarne. Io ovviamente sono di stampo tollerante, e li guardo farsi le unghie sui braccioli senza battere ciglio, ma una persona normale non lo fa e li rincorre col battipanni. Una notte di due anni fa i miei gatti hanno lavorato alacremente per farmi trovare al mattino una bella sorpresa: hanno scavato entrambi i divani dal di sotto, regalandoci un gradevole effetto-massaggio dato da loro due che si picchiavano dentro l'imbottitura. Io mi sono arrabbiata? Ma noo. Mi son messa a ridere. Il Gig già meno.
Figurarsi se a me dei miei divani frega qualcosa: son divanacci semidistrutti, e non hanno ormai alcun pregio se non quello di conservare nella loro memoria elastica la forma del mio culone.
Adesso mi è presa una fissa pazzesca: voglio anch'io una stanza finta. Una stanza dove nessuno deve mai andare, altrimenti lo picchio con la padella delle caldarroste. Una stanza dove avere tutto bianco, perfetto, in ordine, immacolato. La mano del Nano non deve metterci piede (che raffinato calembour) .Un bel soggiorno con tante vetrate, un po' di mobilio decapè fighetto, un pianoforte a mezzacoda con le foto dei trisavoli, anticaglie meravigliose e tesori nascosti. Poi portarci la gente a vederla, e sentirsi dire :"Ooooh, ma come siete ordinati! Oooooh, ma che biancore immacolato!", e sapere che di là c'è un Gig che semina calzini e mutande come se piantasse un pratino, ed un Nano iperattivo che martella le ante dei mobili per sentire il rumore.
Sarebbe bellissimo abitare in una di quelle case disabitate per mettere un po' di sano disordine.
Ma io mi accontenterei anche di una sola stanza, oh.

E ora che mi frulla in testa quest'idea, come fare a liberarsene?

12 commenti:

sono mulan ha detto...

Ma davvero Vuoi vivere in una casa senza personalità?
Vuoi mettere i calzini puzzolenti (dei figli)sparsi da tutte le parti, carte di caramelle dappertutto, fazzoletti di carta usati in giro per la sala?
Quando i figli mancano per qualche tempo e la casa è in ordine mi sento la malinconia. E allora: VIVA IL CASINO. :O)))))

mamikazen ha detto...

Provo sempre più l'inquietante sensazione che io e te si sia state separate nella culla.

Ciò detto, Lapo Japo Napo e Oceàno ci abitano davvero, in quelle case, ma ognuno di loro ha tre colf a strascico incaricate di raccattare e far sparire le scaglie di forfora che cadono dal loro cuoio capelluto sulla moquette di cavallino storno.

artemisia ha detto...

sui sky ci sono tantissime trasmissioni sull'arredamento architettura etc tutte molto belle...tra la'ltro una in particolare in cui fanno vedere sempre il set della casa del mese di casa viva se non sbaglio...capannone molto bello :P

Lupina ha detto...

Una stanza. Una stanza sola. Non chiedo troppo.

Zampetta ha detto...

Anche una stanza è troppo (sentenza emessa da Gatto alla mia richiesta praticamente uguale)

Io, però ti capisco...

Chiara ha detto...

Io invece, passata l'invidia feroce, mi inquieto. Perché secondo me queste riviste sarebbero da abolire, come le modelle anoressiche: causano sensi di inadeguatezza. Le più equilibrate come noi (ehm...) se ne sbattono, ma ci sono anche persone (come una mia collega) che, non avendo 3 colf personali, si sobbarcano ore e ore di lavori inutili (es. pulire dietro i mobili una volta alla settimana). È quasi peggio dell'anoressia!

Lupina ha detto...

@ Chiara: lo facevo anch'io, prima dell'avvento del Nano. Fino a qualche anno fa sistemavo le cose nell'armadio per ordine di colore o per abbinamento, ma all'epoca ero fashion, e non scalcinata come adesso.
Ora che son cicciona, mi metto sempre le solite tre cose. E riesco a tenerle in ordine.
Il Gig, è lui la causa di tutto.

mamytti ha detto...

Io invece sogno la stanza japanese. Tutta cannucce (ops, bambù), futon, tatami, un kimono original, giardinetto zen, chaise longue quella dell'ikea tutta di rattan col poggiatesta, che sono N anni che le sto dietro ad aspettare che scenda di prezzo (tipo 20€) e io la possa comprare e mettere nell'ipotetica Stanza Japanese... Il problema è che ho due stanze sole. In una ci dormiamo noi e il mio Nanetto, nell'altra c'è il Caos Puro... :'-(

Eugeal ha detto...

Io sogno la casa autopulente o che vadano di moda le case incasinate.
Pensa una rivista di arredamento con le stanze arredate a suon di rotolini di polvere e mutande per terra oppure tappeti smangiucchiati dal cane.

Anonimo ha detto...

Mia suocera ha una di quelle case immacolate! Però non minimal, ma piena di roba tra l'altro costosissima, di antiquriato. Super pulita (che con tutto ciò che ha non so come faccia) ed ogni angolo, ma davvero ogni angolo è gestito come se fosse una vertina di un negozio, bellissima ma invivibilissima, pensa che dobbiamo metterci i cappoti fuori nel pianerottolo perchè rischiamo di rovinare qualche "vetrina" o di rompere 1000 euro con una manica! che trisetesssssa! Witchola tua.

Hel Maedb ha detto...

La risposta è no. Non ci vivono. Ho un collega piagnone che mette sempre la sua casa sulle riviste (quelle locali, piene di pubblicità di negozi arredo/design). Un giorno gli ho chiesto come teneva pulito il parquet. E' venuto fuori che dopo l'ufficio va da mamma e papà. In casa ci torna solo per dormire. Naturalmente non ci mangia. E gliela pulisce la mamma, che sul parquet sa tutto.

Anonimo ha detto...

Lupina, io ti ADORO! Sei di una simpatia travolgente, sei divertente, piacevole, intelligente, brillante, autoironica (argh! questa definizione mi fa schifissimo, ma purtroppo talvolta è proprio quella che ci vuole)... e senza mai un'ombra di autocompiacimento, senza sdolcinatezze, senza mai la tentazione di spacciare per "incantevoli vezzi" gli umanissimi difettucci tuoi o della tua famiglia o della tua casa... sei una GRANDE, davvero: mi rammarico di non essere un editore, ma ancor più di non essere una tua AMICA.
Ciao
Marina (= zitellona senza senso ma senza patemi, inspiegabilmente rimasta irretita da un tuo post nanoso e che si sta leggendo tutta la lupinistory dall'inizio...)