venerdì 9 novembre 2007

Quandi finiscono gli anticorpi

Il primo raffreddore è arrivato, preannunciato da una serie di starnutini e caccole espulse da micronarici arrossate. Il Nano ha continuato a correre come la pallina di un flipper nelle sue ciabatte nuove color Maschera della Morte Rossa, incurante della febbre che saliva.
Dopo una minidormita di 15 minuti o poco più, che mi ha permesso di ingurgitare la mia cena (un hamburger di tacchino ed un finocchio diviso in 4), il Nano ha cominciato a dare in escandescenze mostrando una candelona al naso di tutto rispetto.
Alle 21.45, dopo aver dormito sulla mia pancia inanellando una serie di "quettocugè quellocugè" nel sonno, le uniche cose che sa dire il Nano sono diventate alla stregua di un mantra. Si è dibattuto come un grongo in una rete, il livello di mentolo nella stanza ha raggiunto gli stessi livelli della fabbrica della Vigorsol, e si è decretata ufficialmente la fine degli anticorpi materni.
Il Nano ha il raffreddore. Colpa di Dennis e Manuel, due unenni incontrati nella sala d'aspetto dell'ospedale dove martedì il Nano è stato trascinato contro la sua volontà per la somministrazione del vaccino. Dennis e Manuel in realtà sono due nani travestiti da poppanti, pagati dai servizi segreti per spargere il morbo del moccio febbricitante tra gli ignari fanciulli che fino ad ora si erano salvati dai mali di stagione e screditare così la famigerata Tetta Salvatrice.
Il Nano, ahimè, stavolta non è sfuggito.
Il latte materno, elargito con tanta generosità dalla puppa, non è bastato.
Adesso dorme, appallottolato come un porcellino di sant'Antonio. Nel lettino sono stati sistemati alla bell'e meglio la copertina del Cavallo Giuseppone e la Bambola Anna, nella speranza che portino conforto al povero malatino.
Per il momento, il silenzio regna nella Villa Lupina. Si sente solo un flebile ronzio di cpu al lavoro, e la mamma ha quasi paura a schiacciare i tastini della tastiera perchè fendono l'aria come i botti che certe vecchie macchine fanno all'accensione.
Il Gig è assente. E' alla cena della ditta, ad elevare il suo tasso alcolico e a farsi sospendere la patente da qualche pattuglia incazzereccia. Si è risparmiato questo strazio del Nano gorgogliante di mocci, e almeno la sua maglia si è salvata.
Già, perchè il Nano ha già preso quella disgustosa abitudine dei mocciosi: si pulisce il naso sulla mia maglietta.
Prevedo una lunga nottata.

Il Nonno Asl, naturalmente, ha pronunciato la fatidica frase: "Ve l'avevo detto, io."
Si attendono con ansia le sue funamboliche diagnosi.

6 commenti:

unodicinque ha detto...

ma scusa, anche te, da due che si chiamano Denis e Manuel che t'aspettavi ?!? Anzi è andata bene che non gli hanno proposto una pasticchina per incendiare la serata!

sono mulan ha detto...

Non ti preoccupare, il primo raffreddore o la prima febbre sono sempre sconvolgenti con il primo figlio. Con il secondo ci fai meno caso e arrivata al terzo gli fai provare la febbre da solo:O))))

sono mulan ha detto...

P.S. comunque speriamo passi presto.

billo ha detto...

coraggio....anche noi ci siamo dentro.
"il bello" è che ogni raffreddore che prende il bimbillo lo prende nel week end. poi lo attacca a me durante la settimana dopo e, nel week end dopo ancora, è il turno del coinquilino.
quando ci sarà la scimmietta, con un paio di raffreddori, andremo avanti tutto inverno!
fortunati eh? ;)
billo

Hel Maedb ha detto...

E' vero! Io e Pallina ci scambiamo raffreddori dal 15 di settembre. E più o meno da quella data che arrivo in ufficio con la maglia smucciolata da qualche parte. E mai che me ne accorga a casa, nossignore. Così ho preso l'abitudine di arrivare con qualche minuto di anticipo per poterla eventualmente ripulire alla meglio in bagno, mentre le colleghe schifate si ripassano il rossetto dopo la colazione al bar.

thecatisonthetable ha detto...

Io vorrei la copertina del Cavallo Giuseppone, che ho bisogno di farmi una coccola...