giovedì 15 novembre 2007

Superfici verticali e letargia.

Il Nano ieri ha dormito 13 ore. Purtroppo per noi, nella metà sbagliata della giornata.
Stamattina si è svegliato ad un'ora impossibile, e dato che il Gig era atteso da un tour de force smerdatorio, la Grande Madre Sacrificale che è in me si è alzata con pachidermica fatica dal caldo lettuccio coniugale ed ha condotto il Nano nella stanza dei sollazzi, ovvero lo studio. Lo studio, stanza attualmente adibita a soggiorno in quanto stanza mancante (ma che ben presto ci sarà), consta di un televisore culone, una serie di aggeggi tecnologici del Gig che io non so assolutamente usare, una postazione computer, due divani sbrindellati dai gatti ed una enorme, anziana libreria di legno laccato di bianco, che ogni tanto vomita un libro che ho comprato e non ho letto.
La Grande Madre Sacrificale purtroppo ha perso conoscenza presto e con indosso una copertina di Superman si è abbandonata al pisolo. Il Nano, nel frattempo, esplorava l'altro divano tentando di prendere un bicchierino di plastica. Dopo un'imprecisata manciata di secondi o minuti o ore (ma chi può dirlo), mi sono addormentata.
Primo risveglio: un Nano blaterante in zoomata nell'orecchio. La Madre si riaddormenta.
Secondo risveglio: Nano sul divano. In piedi. Come ci sia arrivato, lo si ignora. Comunque la Madre Sacrificale lo fa scendere e si riappisola.
Terzo risveglio: Nano scomparso. La Madre Sacrificale si prende un bello spavento, ma una capocciata rivela la sua posizione sotto un tavolinetto Lack verde pisello. La Madre Sacrificale tenta di alzarsi, ma la stanchezza le ottenebra la mente e ricade svenuta.
Quarto risveglio: la Madre Sacrificale si risveglia con La Dama del Sudario in edizione economica sulla faccia, mentre un nano premuroso le posiziona Misery non deve morire e una raccolta di poesia sudamericana in due volumi sulla pancia.
Quinto risveglio: il Nano non c'è. Non è da nessuna parte. La Madre Sacrificale si spaventa a morte, e si risveglia del tutto: il Nano si è arrampicato sul primo scaffale in basso della libreria, arraffa libri e li lancia canterellando. Dopodichè salta giù, cade sul sedere, si rialza, si arrampica sul divano e in un batter d'occhio è in piedi sullo schienale a tirare giù altri libri.

Dopo mesi di esplorazione orizzontale, è giunto il tempo ahimè delle superfici verticali.
Non immaginavo che sarebbe accaduto così presto.

6 commenti:

Chiara ha detto...

Fissa tutti i mobili alti alla parete. Noi eravamo già attrezzati per via delle gatte: non volevamo ritrovarci Ivar in posizione orizzontale un giorno sì e uno sì.

Zampetta ha detto...

Nano in versione Messner? speriamo sia passeggera!

Trasparelena ha detto...

noi invece abbiamo scoperto il telefono. Il Mostro prende la cornetta e poi ruggisce un po' dentro, concludendo con un "nonnooo, no" oppure con un "mammaaaaa, cicio" (tradotto: il nonno non c'è - la mamma è in ufficio) e poi molla la cornetta per terra e corre a giocare con qualcos'altro. Ma la funzione "camminata lenta" i bambini moderni non ce l'hanno?

Lupina ha detto...

I nostri mobili sono già fissati alla parete. Vorrei fissare il Nano al pavimento, ma non so come fare.

Anonimo ha detto...

Hai pensato a delle comode scarpine in cemento?:-))
Rossella

Babbi ha detto...

Beh non eri tu che volevi mettere ordine nella libreria?
Lui stava giusto dando una mano...quante storie